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  • giu 18 2010

    Il Tourist Trophy raccontato da.. una zavorrina

    Arrivo moto TT 2010

    Eccomi di ritorno da questa nuova ed avvincente avventura pianificata ed attesa da mesi: raggiungere in moto l’isola di Man per andare ad immergersi nella magica atmosfera del TT 2010.

    Tre le moto: una V Strom 1000, una Varadero ed un’ Africa twin 650, 4 i membri dell’equipaggio: i tre piloti Alberto, Alessandro, Paolo più una zavorrina Paola (colei che sta scrivendo).

    Da giorni i mezzi erano stati preparati e controllati per essere affidabili al 100%, come sempre. L’eccitazione per l’avvicinarsi della partenza era palpabile, La speranza di un miglioramento del clima, visto il maggio piovoso, ci accompagnava in questi ultimi momenti.

    Sabato 29 maggio – Finalmente il giorno tanto atteso era arrivato! Io ed il mio compagno siamo partiti da Bernareggio nel pomeriggio per raggiungere il resto della compagnia a Monza e, come quasi sempre accade nelle occasioni importanti, magicamente si materializza la famosa “Legge di Murphy”…..avevamo appena percorso 10 metri che il primo acquazzone ci costinge ad una sosta forzata per la vestizione con le tute antipioggia. Come nelle migliori tradizioni non ci siamo fatti assolutamente influenzare e ci siamo rimessi subito in strada. Decido che il detto “sposa bagnata sposa fortunata” posso anche adattarlo a mio favore e mi invento così “viaggio bagnato viaggio fortunato”. Si rivelerà una buona idea perchè non avrò torto !

    Raggiungiamo i nostri compagni e da loro c’è il sole ! Foto di rito con le moto cariche, quanto noi lo eravamo di adrenalina per questa avventura. 1.700 km di strada ci stavano attendendo, due giorni e mezzo il tempo pianificato per raggiungere la nostra destinazione finale: Douglas. I traghetti erano già stati prenotati con largo anticipo, per la tratta Calais (Francia) – Dover (Inghilterra) ci saremmo imbarcati la mattina del 31 maggio ed il 2 giugno, tardo pomeriggio, avremmo affrontato il tratto di mare Liverpool – Douglas.

    Tra una chiacchera e l’altra, le foto, i saluti ai parenti eravamo già in ritardo! Non potevamo permetterci strade panoramiche al di fuori delle tratte autostradali, ma nonostante questo il viaggio saprà regalarci splendidi paesaggi.

    Manutenzione TT 2010

    Passiamo il confine svizzero alla frontiera di Chiasso, che raggiungiamo velocemente. Primo stop per l’acquisto del pass autostradale vendutoci da una simpatica signora che ci incoraggia sulle previsioni meteo: “andate verso il bello”, ci dice. Si sbaglierà, ma apprezziamo il suo sostegno ed augurio di buon viaggio, in effetti sino a quel momento il tempo era stato generoso regalandoci un bel sole, ma da lì in poi il cielo incomincerà a rannuvolarsi.

    Maciniamo chilometri sempre nel rispetto dei limiti di velocità, percorriamo la A2, direzione Basilea, questo Paese offre dei paesaggi davvero incantevoli, ogni tanto il sole fa capolino tra le nubi esaltando i verdi accesi dei prati, i blu dei laghi ed illuminando monti e ghiacciai. L’ordine e la pulizia qui sono davvero evidenti e non si può che apprezzarli.

    Un cielo plumbeo ci accompagna mentre ci dirigiamo verso il traforo del San Gottardo, quando ne usciamo la luce è cambiata, tutto è ancor più grigio, ma poco dopo lo spettacolo del lago di Lucerna incastonato tra i monti risulta in ogni caso appagante. Ci dirigiamo verso Basilea, incontriamo lavori in corso che riducono le carreggiate ad una sola, costringendoci a ridurre la velocità, ma non è un problema, ne approfittiamo per godere ancor di più della natura rigogliosa della Svizzera e per indossare nuovamente le tute antiacqua dal momento che sta iniziando a piovere. Il cielo dopo diversi chilometri muta nuovamente si dipinge dei toni tipici di un tramonto generoso. In prossimità di Basilea continuiamo sulla A3 e ci dirigiamo verso il territorio francese. Entriamo nella regione dell’Alsazia, il nostro obiettivo è puntare verso Strasburgo, ma essendo sopraggiunta la sera decidiamo di fermarci a pernottare a Colmar. Abbiamo percorso quasi 450 chilometri.

    Se, gironzolando per questa ridente cittadina, ad un certo punto vi imbattete nella statua della libertà, non temete, non siete impazziti. Siete semplicemente giunti nel paese natio dello scultore Auguste Bartholdi, colui che realizzò la conosciutissima statua che accoglie coloro che attraccano a New York. In ogni caso, bando alle ciance, se avete del tempo libero, visitate questa cittadina, ne vale davvero la pena.

    30 Maggio – Ripartiamo da Colmar dopo una ricca colazione a base di magnifici croissant che ci danno l’energia giusta per risalire in sella. Prossima meta: Calais, ma sappiamo che abbiamo tutto il tempo che ci serve perché non è distante. Il cielo non promette nulla di buono e ci bardiamo sin da subito con le tute antiacqua. Percorriamo l’autostrada A35, non c’è praticamente traffico, poche auto, nessun camion. Una pacchia. Seguiamo le indicazioni per Strasburgo, ma deviamo prima di raggiungerla proseguendo sulla A4, Le città che andremo a sfiorare saranno Metz e Reims. Piove e tira un forte vento che ci accompagnerà sino alla fine della costa francese. Non mi meraviglia vedere che per 150 km circa dall’arrivo a Calais vi siano molti impianti eolici è chiaro che qui il vento difficilmente manca ! Il paesaggio è molto cambiato rispetto a ieri, si aprono pianure a perdita d’occhio ed i campi verdi si alternano a coltivazioni di colza di un giallo intenso. Ad una pompa di benzina ci imbattiamo in un gruppo di harleysti italiani, si stanno dirigendo in Irlanda, ci sarà un raduno, ci scambiamo auguri di buon viaggio, da lì a poco le nostre strade si divideranno. Raggiungiamo Calais, con calma cerchiamo un alloggio ed un luogo ove regalarci una buona cena. Vediamo pochi motociclisti ancora, dove si saranno nascosti ?

    31 Maggio – All’ imbarco del traghetto vi sono un po’ di moto, ma anche molte auto e camion. “Mi aspettavo più appassionati”, penso tra me e me.

    Traghetto TT 2010

    L’imbarco è impeccabile, tutto organizzato nei minimi dettagli e con grande professionalità dagli addetti della compagnia P&O. Ogni motociclista, giunto sul traghetto ha la responsabilità di legare saldamente la propria moto per evitare danni in caso di mare mosso. Il cielo continua ad essere grigio, ma non piove e la traversata sarà tranquillissima. Tutti sul ponte per i saluti ai gabbiani e poi di nuovo a parlare di come sarà la nostra avventura sull’ isola. Dopo un’ ora e mezza di viaggio le bianche scogliere di Dover ci ricordano che ci stiamo avvicinando alla costa inglese. Appena sbarcati oltre a tirar indietro di un’ora l’orologio, dobbiamo ricordarci che il senso di marcia è invertito rispetto al nostro, ma la guida dopo poco diventa naturale e non avremo mai problemi. Se in Francia il traffico autostradale era stato inesistente in Inghilterra la situazione è decisamente molto diversa. Sino a Liverpool le auto sfrecciano senza tregua. Da Dover percorriamo l’autostrada M20, passiamo a sud di Londra attraverso l’ M25 ci dirigiamo sulla M40 in direzione di Birmingham, una volta superata la città imbocchiamo l’ M6 (direzione Manchester), ma noi devieremo a sinistra diversi chilometri prima per raggiungere la famosa città dei fab4 (Beatles).

    Viaggiare in moto, si sa, ti regala un senso di libertà unico perchè ti senti parte della natura che ti circonda,i tuoi sensi sono stimolati, la vista, il tatto, perchè l’aria ti accarezza il corpo e l’olfatto che ti regala profumi inaspettati come quello del fieno appena tagliato, della terra bagnata o dei campi in fiore e tutto questo è davvero appagante, soprattutto in questo viaggio. I paesaggi sono davvero belli, i verdi rigogliosi tipici della Gran Bretagna con i suoi prati verdi ed boschi ci accompagneranno per tutto il percorso. L’autostrada, che taglia in due questi pascoli ti regala scenari molto particolari, come mucche e greggi di pecore che brucano libere accanto all’autostrada.

    In una delle soste effettuate per fare rifornimento incontriamo un motociclista francese in grosse difficoltà, la sua moto è in panne, lui non parla una parola di inglese e ci chiede di aiutarlo a tradurre. Cerca un furgone su cui caricare la moto per portarla all’isola di Man dove dei suoi connazionali lo attendono per poter risolvere il guasto. Nulla di più semplice, peccato però che negli UK proprio quel giorno sia tutto chiuso per una festa nazionale, dovrà attendere l’indomani per riuscire a noleggiare un furgone. Ripartiamo contenti di aver fatto il possibile per aiutarlo e certi di rincontrarlo sull’isola.

    A circa 200 chilometri da Liverpool ci fermiamo a regolare ed ingrassare le catene visto tutta l’acqua presa ed i chilometri percorsi.

    Dopo un viaggio di circa 474 chilometri complessivi raggiungiamo la città natia dei Beatles e ci dedichiamo alla ricerca di un hotel dove trascorrere due notti in attesa dell’imbarco.

    Ci godiamo con tutta tranquillità la città. Mi piace l’Inghilterra trovo che sia una terra in cui vi è una grande libertà di espressione. Qui puoi abbigliarti come vuoi e nessuno, dico nessuno, ti guarderà mai stralunato…..che splendida sensazione ! E’ una terra dove il rispetto verso l’altro è palpabile, dove le persone sono sempre cortesi e sorridenti, ma parliamo di Liverpool…. è una città in fermento che, dopo aver vissuto molti anni di difficoltà economiche, è riuscita, verso la fine degli anni novanta, a rinascere investendo sul turismo, sulla cultura (nel 2008 è stata insignita del titolo: Capitale Europea della Cultura) e su grandi investimenti immobiliari, si costruiscono nuovi palazzi, nuovi uffici, nuovi centri commerciali. E’ una città che offre davvero molte attrattive e non vi deluderà se deciderete di visitarla.

    2 giugno -L’ultimo trasbordo, l’imbarco del ferry boat lo troviamo dopo alcuni tentativi, l’indicazione I.O.M. letto velocemente sul cartello non era stato subito riconosciuto come acronimo dell’ Isola di Man, ma quando imbocchiamo la strada corretta ci appare uno stuolo di motociclisti, ecco dove erano tutti ! Siamo davvero moltissimi ed è piacevole vedere che gente del luogo è venuta ad assistere all’imbarco, faccio conoscenza con due giovanissimi ragazzini che, assieme al padre, ci guardano con un pizzico di invidia, sono gentilissimi e ci regalano una bottiglia d’acqua perchè quella mattina c’è un bel sole caldo e l’imbarco richiede un po’ di tempo.

    E’ davvero inebriante trovarsi in un così nutrito gruppo di appassionati che hanno con noi una meta in comune: il Tourist Trophy.

    Il traghetto è quasi tutto solo per noi, le auto si contano sulla dita di una mano, la stiva è carica di moto, ce nè davvero di tutti i tipi, dalle sportive, che sono la maggior parte, alle custom, alle turistiche. Non ho mai visto, su un ferry boat, così tanti motociclisti, è bello vedere che vi sono anche diverse coppie, condividere questa passione con la propria compagna credo sia ancor più appagante. Moltissimi sono gli inglesi, qualche francese, tedeschi, olandesi, pochissimi italiani. Il clima è euforico per tutti, vuoi perchè nella traversata proiettano un documentario sulla scorsa edizione del TT, vuoi perchè l’arrivo all’agognata meta è ormai palpabile, ma forse anche perchè tutti leggono e commentano il programma delle prove e delle gare che ci è stato consegnato all’ imbarco. Dopo due ore e trenta di traversata approdiamo all’isola di Man. Non siamo ancora sbarcati e già la stiva è un tripudio di sgasate. L’organizzazione è perfetta ed in pochi minuti tutti siamo in strada. Ci dirigiamo subito sulla via principale, la promenade, Douglas è invasa da moto è come essere giunti nel Paese delle Meraviglie, decidiamo di fermarci per godere della passeggiata lungo il mare anche se il vero scopo della sosta è ammirare le moto parcheggiate, che per chilometri invadono la città. I miei piloti si fermano ad ogni passo, osservano e commentano ogni mezzo, ormai la loro vera indole da pistaioli emerge, vengono rapiti da ogni modifica che vedono eseguita sulle moto che analizzano. Non c’è dubbio siamo ormai nel cuore del TT e da quel momento ogni mio tentativo di contatto con il mio gruppo non è da loro recepito se non espresso nel gergo motociclistico ! L’atmosfera è coinvolgente perchè sei circondato da appassionati come te, perchè tutto sull’isola parla del TT e respiri quest’aria 24 ore su 24, l’organizzazione offre intrattenimenti appassionanti quali esibizioni di stuntmen, aerei acrobatici, divertimenti e musica dal vivo per non farti mai annoiare. Va detto ci sanno proprio fare !

    3 giugno – Un nuovo giorno da vivere, era importante conoscere le date e le ore in cui le strade non sarebbero più state accessibili, questo ci avrebbe permesso di raggiungere per tempo i punti con la migliore visuale per ammirare questi impavidi piloti, ma prima bisognava realizzare un sogno: percorrere il circuito del TT. E’ stata un’emozione indescrivibile, ogni curva, ogni scorcio, ogni singolo metro d’asfalto sembrava familiare per averlo visto e rivisto milioni di volte nei video, ed anche se sei un motociclista abituato a girare in pista solo sull’isola, dal vivo, riesci a provare una grande e sincera ammirazione per la grandezza dei piloti che corrono questa gara. Ci siamo fermati nei punti più famosi: Bray Hill Store uno dei punti più veloci di tutto il percorso, Braddan Bridge una doppia curva sinistra destra, Ballaugh Bridge da dove i piloti professionisti “volano” sollevandosi in aria con le due ruote, la curva di Ramsey, Brandywell il punto più alto del percorso montano. Siamo rimasti a Douglas sino all’8 giugno, ogni giorno ci sono state prove, qualificazioni, gare da osservare, non ci siamo annoiati mai. Per tutti coloro che sono appassionati motociclisti il TT è un’esperienza che, almeno una volta nella vita, va vissuta ed allora pensate sin da ora a pianificare il vostro viaggio per l’anno prossimo, l’isola di Man vi attende !

    Buon viaggio

    Paola

  • mag 21 2010

    Su MetzelerMaps la prima tappa del 20 mila pieghe!

    Prima un post dedicato, poi il percorso della prima tappa. MetzelerMaps continua a stupire! E’ disponibile infatti il tragitto della prima giornata che gli organizzatori di 20 mila pieghe hanno in programma di svolgere il 17 di giugno. Questione di giorni e poi renderemo disponibile anche il percorso della seconda tappa. Sempre su MetzelerMaps, sempre su Ridexperience.it!

  • mag 19 2010

    20.000 pieghe, aperte le iscrizioni!

    20 mila pieghe

    Un mese solamente e uno dei motogiri più conosciuti tra gli appassionati di moto prenderà il via. Le date sono decise, 17 – 19 giugno 2010 e 20.000 pieghe avrà inizio!
    MILLEDUENCETO chilometri, sì, milleduencento non avete letto male, da snocciolare su percorsi angusti, tortuosi e carichi di suggestione dentro paesaggi da cartolina. L’obiettivo degli organizzatori, e dei partecipanti quindi, è quello di correre lungo le strade del “paese” godendo sino al midollo l’essenza della moto, cogliendo sia le sfumature romantiche del viaggio, sia l’amicizia “tra pari” :-) che inevitabilmente scocca tra i motociclisti appassionati!
    Questo è lo spirito di 20.000 pieghe. Chi meglio saprà interpretare la filosofia che gli organizzatori hanno riversato nella loro “creatura”, mostrerà una grande resistenza alla fatica, sarà regolare nel viaggio, stringerà amicizia e contribuirà a tenere il gruppo in sicurezza, ecco chi sarà capace di tutto questo, guadagnerà il titolo di MAGNIFICO PIEGATORE.

    Non è poco, sapete?!?!

    Manca un mese. Il meteo ora non è dalla nostra parte ma è tempo di iscriverci a questa grandiosa iniziativa per incontrarci in piega :-D

  • mag 11 2010

    MetzelerMaps ti ha convinto?

    MetzelerMaps
    Ragazzi, siamo arrivati a 728! Gli utenti iscritti al nuovo “servizio” MetzelerMaps continuano ad aumentare. Peccato, le condizioni meteo ancora non sono ottimali! Quest’anno non abbiamo conosciuto primavera e probabilmente cadremo direttamente in estate non appena questa perturbazione deciderà di lasciare l’Italia. Per questo, mi rendo conto, che tutti i motociclisti sono a casa con la termocoperta nel polso pronti a scattare al primo accenno di sole.
    Bene, appena l’incubo della pioggia, dell’asfalto bagnato saranno svaniti… voglio conoscere i vostri itinerari, vedere le foto e scoprire le particolarità delle mete che sceglierete di raggiungere.
    MetzelerMaps è nato per questo: creare una community di motociclisti altamente interattiva dove i valori, le esperienze, l’amore e la nostalgia romantica (e le pieghe feroci :-) ) di noi appassionati possono essere condivise al 100%.
    Mi raccomando allora, vi aspetto su MetzelerMaps per conoscere i vostri feedback, i vostri consigli e nuovi fantastici itinerari da scoprire!

  • apr 21 2010

    Il Motoclub Pompone visita l’Aprilia a Noale!

    Pompone_Aprilia

    Gli amici del Motoclub Pompone sono sempre attivi. Anche se per me non è possibile seguire le numerosissime iniziative che li vedono coinvolti, vi consiglio di tenere sempre d’occhio la loro pagina web. Infatti, tra due domeniche, il 2 maggio, dopo l’esperienza vissuta alla KTM che vi abbiamo annunciato anche sulle pagine di Ridexperience, il moto club ha in programma la visita all’Aprilia. La casa di Noale ha riservato agli amici del Motoclub Pompone un trattamento d’eccezione: potranno visitare.. reparto corse, reparti tecnici, area merchandising e area storica. Insomma, il primo weekend di maggio si preannuncia con un altissimo tasso di “moto passione”.
    L’eccezionalità della “trasferta” di Noale, però, non si ferma alla possibilità di accedere nel quartier generale di Aprilia, bensì consta nell’opportunità di conoscere i segreti, le curiosità e gli aneddoti che gli uomini della casa (tecnici e ingegneri) racconteranno ai loro ospiti. Se poi dovesse scapparci anche un giro sulla RSV4 gommata Metzeler, tanto meglio!! :-D
    La visita avrà inizio alle ore 9.00 di domenica 2 maggio e avrà termine alle ore 17.
    Ce n’è abbastanza che dite?!?!

ROAD RACING 2014

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