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  • ott 30 2012

    Desert Training Camp Tunisia, scuola di avviamento ai raid!

    Per chiudere in bellezza la stagione motociclistica 2012, nonché per fuggire dall’inverno che lentamente sta abbracciando la penisola, l’equipe di Fabio Fasola, col patrocinio della Federazione Motociclistica Italiana, propone a tutti gli appassionati un programma di tutto rispetto, ovvero il Desert Training Camp Tunisia.

     

    Per intenderci si tratta di un corso teorico e pratico dedicato alla tecnica di guida e di strategia per quanti volessero partecipare ai moto Rally. L’idea nasce dalla combinazione di più elementi: la location (l’Africa da decenni è teatro di competizioni e/o sedute di allenamento dei team e dei piloti più forti del mondo) e il programma stilato da Fabio Fasola sulla base dei successi conseguiti nelle precedenti edizioni dei corsi “Rally” tenuti al Ciocco. La somma delle esperienze e dei consensi avuti ha suggerito, quindi, di promuovere il “concept” di training sul deserto in un vero campo di allenamento.

     

    Il Desert Training Camp Tunisia avrà una durata effettiva di tre giorni (viaggio escluso) con partenza il 26 novembre. Di seguito il programma di una giornata “tipo”:
    1) prima lezione teorica nell’albergo di riferimento (hotel a 4 stelle) per avvicinarsi al contesto del Rally con nozioni preliminari;
    2) inizio delle attività pratiche o di tappa su un percorso studiato per proporre situazioni “racing” e permettere il controllo in marcia degli “allievi”;
    3) studio e analisi critica dell’attività pratica con la verifica dei progressi fatti dai partecipanti. Contestualmente l’equipe di lavoro prepara la tappa successiva con una sezione di lavoro dedicata alla tattica e allo sviluppo delle strategie di gara.

     

    Le moto utilizzate per il corso, noleggiate dall’organizzazione, sono tutte dotate della strumentazione di base per la navigazione nel deserto e degli pneumatici Metzeler. Per partecipare al Desert Training Camp Tunisia non sono richiesti requisiti particolari. È preferibile avere esperienza in sella, tuttavia il corso è rivolto anche ai neofiti.

  • mag 14 2012

    Xrally, competizione e training sugli sterrati del Marocco

    Questa settimana verrà definito il percorso del prossimo Xrally. Da domenica a mercoledì, infatti, nei dintorni di Marrakech, in Marocco, Arnaud Debron, ex motociclista, ispezionerà l’intero tracciato per valutare se licenziare o modificare per l’ultima volta il road book della competizione.

     

    Questa “manifestazione” motoristica ha colpito la nostra attenzione per lo spirito con la quale è stata pensata. Si tratta, infatti, di una competizione che somma l’aspetto agonistico a quello del training, dove le tappe, seppure severe, sono intermezzate da tratti di strada asfaltata utili per riposare, compattare nuovamente il gruppo dei concorrenti, tirare il fiato e ripartire nuovamente!

     

    Il percorso di questo primo XRally rappresenta un mix di abilità nel fuoristrada e capacità di navigazione. I protagonisti del rally scopriranno il percorso durante il primo briefing; in particolare è stato inserito un prologo di 35 Km, inoltre in tutte le tappe sono presenti due o tre settori dedicati esclusivamente alla navigazione o tecnicamente selettivi.

     

    L’obiettivo è quello di mettere i concorrenti nella condizione di vivere il rally sia come espressione agonistica, sia come opportunità di training per la guida e la navigazione. I percorsi presentano caratteristiche atte a mettere alla prova i partecipanti che saranno chiamati a misurarsi anche con il cronometro, il tutto dentro un contesto competitivo improntato sulla sicurezza e l’economicità.

     

    Le prove speciali sono quattro in tutto. I chilometri complessivi del rally saranno 620,72 dei quali, 418,55 sono rappresentati dai settori selettivi. Ogni prova terminerà indicativamente alle ore 14 cosicché i pomeriggi saranno liberi per scoprire Marrakech e la cultura locale.

     

    Le iscrizioni sono ancora aperte, la deadline è fissata per il 30 settembre mentre la partenza è prevista per il 1° dicembre. Maggiori informazioni sono disponibili all’indirizzo www.merzougarally.com.

  • mar 14 2011

    Alessandro Bacci ed Emanuele Cruciani, sesta settimana di viaggio

    Per noi che seguiamo il loro viaggio da casa o dall’ufficio, chilometro più o chilometro meno fa poca differenza. Caldo o freddo, deserto o piste battute cosa ci cambia?

     

    Per Alessandro Bacci ed Emanuele Cruciani, invece, la prospettiva è completamente diversa. Le difficoltà che potenzialmente potrebbero investire il loro viaggio hanno tutte un nome, sono conosciute. Questo non significa però che abbiano anche una soluzione. L’ultima poi, quella anticipata nei report via sms precedenti, almeno alla partenza non faceva parte del novero dei problemi da superare. Ma la situazione evolve velocemente e ora l’ostacolo più grande è rappresentato da un gruppo di terroristi che si muove tra il Niger e l’Algeria. La situazione non è semplice, il ritorno a casa si fa imminente.
    Ecco cosa ci raccontano:

     

    Day 34: Ci troviamo a destinazione, li veniamo accompagnati nel locale commissariato di polizia dove rimarremo per tutto il pomeriggio in attesa sul da farsi per l’indomani. Ovvero proseguire verso la frontiera algerina da cui ci separano 200 km di deserto. Per la cena veniamo accompagnati al ristorante a bordo di una Jeep. I militari armati presidiano l’ingresso della sala, ci sentiamo a disagio e dopo aver mangiato alla svelta facciamo rientro. Qui il commissario ci comunica che non possiamo proseguire e domattina verremo rispediti indietro. Nessuno ci dice il perché, pronunciano la frase: “terroristi, voi siete bianchi.”

     

    Dobbiamo dormire lì dentro, possiamo scegliere tra le celle o all’aperto con i sacchi a pelo. Ci appartiamo in mezzo alle Jeep cercando di trovare una soluzione nella nostra mente.

     

    La notte passa insonne tra pensieri, zanzare e carcerati che si lamentano. Alle 5.30 il muezzin ci ricorda che è ora di andare. Veniamo accompagnati al distributore, costretti a fare benzina nonostante non ne avessimo bisogno e messi in mezzo a due Jeep. Questa volta non ci perdono di vista, hanno anche i nostri passaporti. Parlando con i militari scopriamo altri dettagli. Il famigerato gruppo internazionale di terroristi scarrozza a suo piacimento tra il Niger e l’Algeria nella striscia di terra di nessuno.

     

    Inoltre adesso i profughi della Libia sono ovunque, infatti incrociamo anche una colonna mobile della Croce Rossa; poi ci rendiamo contro anche che ci dicono tante bugie. Comunque se ci avessero detto queste cose al primo commissariato 600 km fa, non avremmo subito questa inutile tortura. Ora ci troviamo in difficoltà per il rientro. Il ritorno verso Agadez è pesante, se prima c’era lo stimolo per affrontare la famigerata pista, ora tra la stanchezza fisica e morale arriviamo a pezzi. Veniamo spediti in un hotel con la raccomandazione di presentarci domattina di nuovo al via con il convoglio armato. Avremmo voluto fermarci qui un giorno per riposare e radunare le idee per organizzare il rientro, lungo e difficile sia per i problemi burocratici, sia per la strada da percorrere.

     

    Day 35: Intanto grazie alla collaborazione di amici e parenti da casa stiamo valutando il da farsi e mentre siamo in strada, grazie agli SMS che ci tengono aggiornati su date, costi e possibilità, siamo indecisi se ritornare in Mali o andare in Benin. La distanza è quasi la stessa, i prezzi pure. Poi arriviamo nei pressi dell’aeroporto della capitale nigerina e proviamo a chiedere. E’ deserto, sembra tutto chiuso, abbiamo una dritta sull’Air France Cargo, quindi ci mettiamo alla ricerca dei loro uffici. Troviamo un operaio, che chiama il responsabile a casa che a sua volta chiama il capo per le quotazioni. Pesiamo le moto, le misuriamo, poi comincia una trattativa serrata sulle cifre. Alla fine spuntiamo il prezzo e così il viaggio finisce qui, in questo hangar.

     

    All’improvviso ci dobbiamo separare dalle moto, cominciamo le operazioni per la preparazione dei mezzi e la divisione dei bagagli. Ora dobbiamo risolvere il problema del pagamento. Qui vogliono solo contanti, quindi cominciano i problemi perché la linea internet non funziona in tutta la città e siamo costretti a telefonare a casa per farci inviare i soldi e prenotare il volo per noi. Anche le cose più semplici diventano un problema.

     

    Day 37: Appena svegli il pensiero è quello di poter ricevere il denaro in tempo per poter spedire le moto questa sera. Ricontattiamo lo spedizioniere che arriva all’albergo con un motorino scalcinato con cui iniziamo a girare per tutta Niamey in cerca di un Money Transfer con la connessione attiva. La cosa buffa è che lui ha i contatti telefonici delle varie agenzie, li chiama per assicurarsi che la linea ci sia veramente. Prendiamo il motorino a 40°C e una volta arrivati ci rispondono allo stesso modo “pà de connexion en tout la ville” ……allora ditelo che lo fate apposta!!!!!

     

    Alla fine verso le 14.00 viene ripristinata la linea, via di corsa a prendere i soldi e poi all’aeroporto per imballare le moto. Andiamo per pagare quando lo spedizioniere ci comunica che aveva sbagliato a fare i conti….non esistiamo un attimo a controbattere con “PA’ DE PROBLEM”……..qualche giro di numeri e le moto dimagriscono immediatamente di quanto serve per far tornare il conto.

     

    Inizia la ricerca dei pallet per caricare le moto. Pensiamo: è il loro lavoro li avranno. Sbagliato! Dopo 2 ore arrivano 4 tizi sudati fradici con 1 pallet ciascuno. Solo le immagini possono testimoniare le fasi del carico che avviene in presenza di circa 20 persone tra doganieri e gendarmi. Dopo qualche scambio di “idee” sul da farsi riusciamo ad impacchettare il tutto. Le moto partiranno questa sera per Parigi da cui saranno trasbordate martedì per Milano. Ulteriore trasferimento a Roma dove le prenderemo venerdì pomeriggio appena atterreremo anche noi.

     

    Day 38: Oggi riposo assoluto, usciamo dall’albergo solo per fare spesa. La bottega che vende di tutto si trova accanto all’albergo, a parte che non abbiamo voglia, siamo anche stanchi di farci cuocere dal sole. Ne approfittiamo per sistemare le ultime cose per il rientro: la logistica per Roma, il diario di viaggio, ecc. La sera usciamo per andare al ristorante che si trova di fronte all’albergo che cuoce degli ottimi spiedini di carne, poi di nuovo in camera.

     

    Day 39: Stamattina il proposito è quello di cominciare ad riordinare i video. Manu se ne sta sdraiato ad ascoltare la musica. Ad un certo punto si presenta il ragazzo della reception dicendo che devono fare un lavoretto nelle nostra camera e dovremmo spostare le valigie. Acconsentiamo e facciamo entrare gli operai, quando vediamo gli attrezzi capisco che vogliono fare qualcosa di pesante. Si mettono ad abbattere l’infisso di una porta che comunicava con un’altra camera. Tra rumore e polvere la stanza diventa invivibile, sopportiamo anche questa. Tra una telefonata e una preghiera il muro prende forma, speriamo che finisca per cena, almeno usciamo.

  • feb 17 2011

    Il mal d’Africa contagia anche la Moto Guzzi

    Terminata da pochi giorni l’avventura Yamaha in Marocco con la prova del “Signore del Deserto”, si riparte con la proposta che il Moto Guzzi World Club e il Guzzi Stelvio Club hanno programmato in primavera inoltrata. Dal 22 aprile, per dieci giorni, gli appassionati interessati potranno decidere se aderire all’iniziativa e vivere la suggestione del deserto in sella alla propria moto.

     

    Il programma prevede una tour nelle città imperiali del Marocco per un totale di tremila chilometri circa. Più precisamente: il 22 aprile si arriva a Malaga per ritirare le moto per Algecitraz: 130 chilometri. L’indomani arrivo a Fes, visita della città e ripartenza,280 chilometri; il 24 partenza per Marrakech, altri 450 chilometri e permanenza sino all’indomani. Il 26 aprile si volta per il passo Tizi-n-Ticha che porta a M’Gouna, si pernotta e si visitano le gole del Dades, 350 chilometri; il 27 si corre nel deserto in direzione Merzouga (non solo) per altri 330 chilometri; Il 28 si risale a Meknes dove si trascorre un giorno (480 chilometri); il 30 si arriva al porto di Ceuta per prendere il traghetto verso Malaga e consegnare le moto, ultimi 450 chilometri. Il primo maggio si rientra in Italia.

     

    Considerata la location particolare e suggestiva del “viaggio”, durante i trasferimenti gli organizzatori consentono di prendere vie alternative e correre sullo sterrato. Per ogni evenienza, al riguardo e visto il risultato ottenuto nel test ride del XT Super Ténéré 1200, ove possibile vi consigliamo di dotarvi di una coppia di pneumatici Metzeler Karoo.

     

    La “vacanza” però ha un prezzo, duemila euro! Neanche eccessivo se si pensa all’intensità delle emozioni che i partecipanti vivranno durante i dieci giorni di raid africano. Duecento euro al giorno per scorrazzare in moto in africa, macinare una valanga di chilometri e conoscere nel profondo un continente meraviglioso.

     

    Per quanti fossero interessati i referenti sono Motorizzonti Tour Operator e http://www.guzzistelvio.net/

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  • feb 08 2011

    Yamaha Super Ténéré test ride in corso: Marocco, giorno 1

    Che non si sarebbe trattato di una passaggiata era chiaro. Ma che la stampa nazionale avrebbe testato il nuovo Super Ténéré in condizioni così estreme, probabilmente, non se lo aspettava nessuno. Non a caso le moto sono state equipaggiate fin da subito con i nostri Metzeler Karoo. Il marketing questa volta c’entra poco, piuttosto era necessario permettere a questi ragazzi di affrontare una tre giorni di full immersion in Africa nel migliore dei modi.

     

    Il primo giorno è andato, abbiamo addirittura un video girato dagli amici di Motorbox e una galleria fotografica spettacolare.

     



     

    Non ci dilungheremo nei commenti, basta dare un’occhiata ai percorsi che i ragazzi hanno superato per capire lo sforzo e l’impegno che si è reso necessario. Tuttavia, poiché l’Africa è sempre l’Africa, non mancano i panorami suggestivi, i colori degli scenari per noi atipici e tante, tante strade che con i percorsi sui quali, solitamente, utilizziamo queste maxi enduro hanno davvero poco a che fare.

     

    Ouarzazate, M’Hamid questi i due capi estremi della prova. Ieri la “carovana” si è bevuta 240 chilometri di strade “asfaltate” dei quali oltre 40 su piste naturali. E in Africa, le piste naturali sono spesso fatte di sabbia e pietre. Come raccontano gli amici di Motorbox, 40 chilometri in due ore sono un bell’andare, soprattutto per la fatica infinita necessaria a governare 260 chilogrammi di una moto che galleggia nel deserto.

     

    Sulla sabbia, infatti, un po’ tutti hanno faticato ma la gioia e il mix di suggestioni dovute alla prova del Super Ténéré, al senso di avventura, ai paesaggi e all’adrenalina consumata durante la guida ha reso tutto eccezionale.

     

    E il primo giorno è andato, con qualche caduta…

ROAD RACING 2014

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