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  • set 15 2011

    Marcello Carucci, Italia – Kazakistan andata e ritorno..

    Marcello è una nostra vecchia conoscenza. Lo seguiamo da tempo e, quando è possibile, per farlo viaggiare sereno, gli forniamo i Roadtec Z8 Interact. Considerata la mole della sua potente Suzuki, i bagagli e gli impervi percorsi sui quali deve “correre”, non potrebbe esserci combinazione migliore.

     

    Questa estate Marcello ha percorso 17.300 chilometri. Partendo dall’Italia ha attraversato Austria, Ungheria, Romania, Moldova, Trasnistria, Ucraina, Repubblica Autonoma della Crimea, Russia e Kazakistan per poi fare nuovamente ritorno verso casa. Un’avventura del genere non potevamo certo raccontarla in un solo post, così, iniziando da oggi, abbiamo deciso di proporvi il suo “diario di bordo” in tre puntate.

    * * * *

     

    È il 21 luglio 2011, sono le ore 18:15. Parto da Roma per un nuovo tour e questa volta la destinazione è l’Uzbekistan. Dopo poche ore, vicino a Venezia, faccio una sosta per rifocillarmi per poi ripartire in direzione dell’Austria. Il tempo è nuvoloso e nonostante io sia coperto con pantaloni e maglia termica, sento freddo. Almeno non piove!

     

    Il viaggio è lungo, la mia prima vera sosta sarà solo in Romania. Fino a ora ho viaggiato per dodici ore e percorso 923 km. La mattina del 22 luglio entro in Ungheria. La temperatura è leggermente più alta, siamo a 11 gradi. Nella pausa approfitto per mangiare.

     

    Dopo nove ore di viaggio finalmente varco i confini della Romania; sposto le lancette dell’orologio un’ora avanti per il fuso orario e continuo a viaggiare fino alle 19 in direzione Deva.

     

    Dopo una notte trascorsa in hotel, alle 4:30, faccio una ricca colazione e alle 5 salgo in moto per proseguire il viaggio fino alla città di Brasov. Il tempo è ottimo e la strada è eccezionale. Sulle strade di montagna si susseguono curve, tornanti e rettilinei dove posso scaricare buona parte dei cavalli del mezzo e mettere a dura prova i Metzeler Roadtec Z8 Interact. Della polizia non c’è traccia quindi continuo con un’andatura piuttosto veloce.

     

    La tappa successiva è Vaslui dove affronto la dogana per superare il confine Romania/Moldova. Sorpassati i controlli mi dirigo nel paese di Carpineni, un villaggio tra le campagne a 70 km da Chisinau, capitale della Moldova. I km percorsi ora sono saliti a 2.435 km.

     

    Il giorno successivo mi sveglio alle 7:30; i muscoli iniziano a essere affaticati. Preparo i bagagli perché presto il viaggio continuerà sino in Uzbekistan insieme a Silvia.

     

    Il 25 luglio mi dirigo a Hancesti dove faccio delle compere, mi aggiorno e aggiorno a mia volta via web gli amici sulla mia posizione. Più tardi vado a fare jogging nelle campagne circostanti. Il 27 luglio faccio una visita a Chisinau e dopo aver cenato decido di “allungare” sino a Mingir, un paese distante pochi chilometri. Le strade sono deserte e buie. La Moldova è tra i paesi più poveri al mondo.

     

    Il 29 luglio, nel pomeriggio, a cavallo della mia moto, con lo zaino pieno di giocattoli, cappellini e magliette, incontro dei bambini ai quali consegno i doni; i bimbi più grandicelli, già conosciuti nei precedenti viaggi, invece, preferiscono un giro in moto. La gratificazione e la gioia nell’aiutare questi bambini sono immensi.

     

    Il 30 luglio mi reco all’aeroporto di Chisinau per prendere Silvia, la mia compagna. Le previsioni meteo confermano pioggia e grandine, fare 140 km in moto non è piacevole. Alle 15:40 il cielo è minaccioso, salgo in moto e vado veloce verso la capitale. Il tragitto è asciutto ma alcuni centri, tra cui la capitale, sono invasi da acqua, detriti e fango. Devo prestare molta attenzione per non scivolare. Alle 17 sono in aeroporto ma l’aereo di Silvia viaggia con un’ora di ritardo. Alle 19:20, insieme, partiamo verso casa.

     

    Finalmente arriva il primo di agosto, giorno di partenza per il tour con destinazione Uzbekistan, visita a Samarcanda, Bukhara e Khiva. Ci incamminiamo alle 8. Alle 9:50 siamo al confine Moldova/Transnistria che superiamo velocemente. Poco dopo siamo nella temibile Transnistria. Fino a qui ci siamo mossi velocemente, ma ora è diverso, stiamo molto attenti alla polizia nascosta e pronta a multarti in caso d’infrazione al codice della strada.

     

    Come nei viaggi precedenti lascio che sia Silvia (per la conoscenza della lingua) a risolvere tutta la burocrazia doganale. Nonostante questo i poliziotti s’inventano che dobbiamo avere un modulo che la dogana precedente invece non ci ha consegnato. L’alternativa è tornare indietro e recuperare le carte, oppure consegnare loro spaghetti o souvenir. Dopo un tira e molla di 30 minuti risolviamo passando loro dieci euro. Non c’è scelta e il fatto in sé m’innervosisce ferocemente.

     

    Superato il confine ucraino arriviamo nella città di Primorsk per trascorrere la notte. La mattina del 2 agosto, dopo un veloce controllo alla moto, ripartiamo a fatica verso il confine Ucraina/Russia. Durante il viaggio accade un fatto insolito, siamo letteralmente travolti da giganteschi sciami di cavallette grandi come passeri. Sono a migliaia. Li attraversiamo con la moto, gli insetti sbattono con violenza contro il casco, sembrano sassate. Incredibile!

     

    L’indomani le condizioni meteo cambiano, siamo costretti a indossare le tute antipioggia sopra gli indumenti termici. Finita la pioggia si alza il vento, la situazione non migliora affatto. La guida diventa faticosa e si fa sentire sulle braccia e le spalle. Condurre la moto è davvero dura, percorriamo interi tratti con il mezzo inclinato a causa delle raffiche di vento.

     

    Raggiunta la frontiera Russia/Kazakistan portiamo ancora avanti le lancette dell’orologio. Le pratiche burocratiche sono velocissime e continuiamo il nostro viaggio affrontando le strade sconnesse e la steppa, che si presenta come una grande pianura secca di graminacee e arbusti. Osserviamo alcune abitazioni, sono in fango e paglia, le migliori sono realizzate in muratura. Scattiamo qualche foto; un kazako ci nota dalla sua abitazione e ci raggiunge per conversare con noi. Incontriamo mandrie di bovini e cammelli che pascolano liberamente, mentre gli automobilisti che incrociamo ci salutano suonando il clacson e agitando la mano.

     

    Non è cambiato niente, il Kazakistan che abbiamo conosciuto nel 2008 con le strade in buona parte disastrate, la steppa calda e rovente, la gente sorridente e cordiale è rimasto tale e quale. Continuiamo a spingerci verso sud. In serata, arrivati ad Atyrau sul fiume Ural, andiamo a pernottare allo stesso albergo che utilizzammo nel nostro precedente viaggio. Si ricordano di noi e della moto, l’accoglienza è commovente.

     

    To be continued..

  • lug 19 2011

    Marcello Carucci, nuovo test tour con i Roadtec Z8 Interact

    Marcello Carucci è un insegnante che tra i suoi hobby ha quello di macinare una quantità sconfinata di chilometri in sella alla sua moto. Di lui ci siamo occupati spesso e per due motivi: il primo perché le sue avventure coincidono con lo spirito fondante del nostro Blog Corporate, raccontare cioè le “ridexperience” dei motociclisti; il secondo perché ogni avventura di Marcello, oltre ad essere un’esperienza di vita, è un severo test per i nostri pneumatici. Marcello parte sempre e solo con gomme Metzeler “ai piedi”, si fida della resistenza dei nostri pneumatici e le ragioni della sua scelta sono direttamente proporzionali alle situazioni di difficoltà nelle quali potrebbe imbattersi. Utilizzare delle gomme affidabili, soprattutto quando ci si trova a migliaia di chilometri da casa, costituisce una garanzia di sopravvivenza.

     

    Ecco l’itinerario del suo prossimo viaggio raccontato direttamente da lui:

    Partirò in solitaria il 21 luglio prossimo. L’intenzione è quella di partire alle 9 di sera (al fresco!) e viaggiare tutta la notte fino all’indomani mattina. Prevedo di fare la mia prima sosta in una qualsiasi località al confine tra Ungheria e Romania. Viaggerò in sella alla mia Suzuki Hayabusa (ahimè, fino ad ora, in questi tour de force, la casa non mi ha mai sostenuto ma nel 2012 ci saranno grandi novità).

     

    La mattina del 23, sveglia all’alba e partenza per la Moldovia, con sosta a Carpineni, un paese di campagna a 70 km dalla capitale Chisinau. Qui rimarrò a casa della mia compagna Silvia (che mi raggiungerà dall’Italia alla fine del mese), e farò beneficenza a mie spese a tutti i bambini bisognosi, offrendo loro giocattoli e abbigliamento. Inoltre, durante la mia settimana di permanenza, coinvolgerò tutti i bambini in attività sportive. Il 30 luglio andrò in moto all’aeroporto di Chisinau a prendere la mia compagna, insieme ritorneremo nella sua abitazione, dove rimarremo per altri due giorni.

     

    Il primo agosto inizia il nostro viaggio insieme. In sella alla mia moto attraverseremo velocemente Ucraina, Russia, Kazakistan, dove metteremo a dura prova i Roadtec Z8 Metzeler percorrendo strade molto accidentate che ho già superato brillantemente con i precedenti Z6.

     

    La nostra prima tappa sarà Tashkent, capitale dell’Uzbekistan, seguiranno Samarcanda e Bukhara. Durante il tragitto attraverseremo buona parte del deserto fino ad arrivare a Khiva, ultima tappa del nostro viaggio. Il 16 agosto, percorrendo al contrario il tragitto fatto all’andata, saremo nuovamente in Moldovia, dove continuerò il mio operato con i bambini. L’itinerario, in totale, dovrebbe coprire oltre 14.000 km.”

     

    Come di consueto, al suo ritorno, ci aspettiamo da Marcello il resoconto dettagliato del viaggio e le sue impressioni sui Roadtec Z8 Interact rispetto a questo nuovo e probante test.

  • set 22 2010

    Marcello Carucci, “cronaca” di un viaggio in Mongolia..

    Alle 22 mi trovo a 200 km da Krasnojarsk, fa piuttosto freddo. Ho avuto difficoltà a trovare un motel dopo aver viaggiato 12 ore percorrendo oltre 900 km. Ho conosciuto moltissime persone. Tutte ospitali e ammirate per ciò che stavo facendo. Anche la polizia, mi ferma spesso; la scusa è sempre quella di guardare la moto, salirci, provare il casco. Mi chiedono quale sia la velocità massima, i cavalli, la cilindrata. Poi se non ho mai paura di affrontare da solo un’avventura del genere.
    E’il 14 luglio, alle 4 della mattina mi alzo e dopo un’ora parto. La strada è buona ma l’andatura non è veloce e devo fare attenzione al consumo dei pneumatici. Un cartello indica 1600 km da Irkutsk. Il paesaggio è molto verde, mi ricorda l’Irlanda. La temperatura è molto bassa e dopo dieci minuti sono costretto ad indossare gli indumenti termici. Rispetto all’Italia ci sono cinque ore di fuso orario. Proseguo. Incontro qualche motociclista locale. Alle 19 termino la giornata di viaggio per ripartire l’indomani alle 5. Mancano ancora 1000 km a Irkutsk ma le strade che incontro peggiorano notevolmente. Alle 5 del giorno dopo mi alzo e c’è la nebbia ma nonostante questo, decido di partire. (continua…)

  • lug 05 2010

    Un’altra avventura per Marcello Carucci

    Marcello Carucci

    Quando hai l’avventura nell’anima e la moto nel cuore sei capace di imprese titaniche. Di lui abbiamo parlato parecchio tempo fa. Ora, trascorso quasi un anno dalla sua precedente avventura, Marcello Carucci fa parlare nuovamente di sé, della sua moto, delle sue azioni e delle sue avventure.
    L’avevamo lasciato a Monaco, dopo 16.500 km macinati attraversando Italia, Austria, Ungheria, Romania, Moldova, Ucraina, Russia e Kazakistan. Lo ritroviamo adesso, pronto per un viaggio di oltre 23 mila km verso la Mongolia.
    Questo signore ogni anno regala due mesi di viaggio a se stesso e alle popolazioni che incontra. Le sue mete non sono scelte a caso; il fine ultimo della sua moto avventura è fare del bene, portare il cuore e il sostegno alle persone che ne hanno bisogno. Così, quest’anno, darà il suo contributo in un orfanotrofio. Del suo “peregrinare” Marcello racconta di uomini, di fratellanza e del gusto speciale che la moto e l’avventura (una passione nata quando aveva tredici anni) gli regalano. E’ abituato a pochi agi, se necessario dorme su strada, se indispensabile scappa in caso di pericolo. Sì, perché gli è capitato pure questo!
    Marcello è in procinto di partire. Con lui, a sostenerlo, i suoi alunni (è insegnante di ginnastica) e noi. Metzeler sarà con lui. Insieme alla sua moto, le nostre nuove Roadtec Z8 Interact saranno gli strumenti, come è accaduto l’anno scorso, con i quali raggiungerà altre mete.
    Buona fortuna!

  • set 26 2008

    Metzeler Moto – Marcello Carucci e Silvia in Kazakistan con le Roadtec Z6

    I viaggi sono come le ciliegie, uno tira l’altro. Non ho fatto in tempo a tornare da Monaco e a raccontarvi l’Experts on the Road che sono già nuovamente qui a raccontarvi di un viaggio che ha dell’incredibile.
    Metzeler segue davvero tanti di quei progetti che non vedevo l’ora di metter su un ‘luogo-non-luogo’ tutto ‘mio’ in cui raccontarli. Sono esperienze di moto davvero degne di nota che però spesso non trovano spazio nella classica ‘comunicazione istituzionale’.
    Quale pagina migliore se non questa per parlare di una pazzesca ride-experience?! :-)
    Questa estate, dal 31 luglio al 29 agosto, Marcello Carucci e la sua compagna Silvia hanno percorso ben 16.500 Km attraversando ben otto Stati: Italia, Austria, Ungheria, Romania, Moldova, Ucraina e Russia per giungere infine in Kazakistan. Ragazzi, 16.500 Km con le Roadtec Z6 Metzeler!
    Un viaggio eccezionale della durata di un mese ragazzi, un mese!
    In sella a una Suzuki Hayabusa gommata Metzeler, Silvia e Marcello hanno affrontato le condizioni metereologiche più disparate, per non parlare delle strade: asfaltate e sterrate, colme di buche, acqua e fango, ma anche deformate dall’intenso traffico russo.
    Beh fatemelo dire, le Metzeler Roadtec Z6 sono state all’altezza della situazione, garantendo ai due braveheart sicurezza e affidabilità anche nelle condizioni più estreme. Un grande viaggio e una grande prova prodotto direi! Se state pensando a un viaggio in Kazakistan cliccate qui e leggete il racconto di Marcello e Silvia!

ROAD RACING 2014

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