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	<title>Ridexperience Italia &#187; Marcello Carucci..</title>
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	<description>Il corporate blog di Metzeler</description>
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		<title>Marcello Carucci, Italia – Kazakistan andata e ritorno.. (seconda parte)</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Sep 2011 07:00:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mr. Wheel</dc:creator>
				<category><![CDATA[MotoCuriosità]]></category>
		<category><![CDATA[Roadtec Z8 Interact]]></category>
		<category><![CDATA[Suzuki]]></category>
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		<description><![CDATA[Austria, Ungheria, Romania, Moldova, Trasnistria, Ucraina, Repubblica Autonoma della Crimea, Russia e Kazakistan andata e ritorno. Ecco l'ultima impresa realizzata da Marcello Carucci. Oggi la seconda puntata del suo moto racconto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ridexperience.it/files/2011/09/Marcello-Carucci-2011.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-8200" src="http://www.ridexperience.it/files/2011/09/Marcello-Carucci-2011.jpg" alt="" width="550" height="413" /></a></p>
<p style="text-align: justify">Questa estate <strong>Marcello Carucci</strong> si è reso protagonista di una nuova avventura: 17.300 chilometri in sella alla sua moto per raggiungere <strong>Austria</strong>, <strong>Ungheria</strong>, <strong>Romania</strong>, <strong>Moldova</strong>, <strong>Trasnistria</strong>, <strong>Ucraina</strong>, <strong>Repubblica Autonoma della Crimea</strong>, <strong>Russia</strong> e <strong>Kazakistan</strong>. Un&#8217;avventura di questa portata non potevamo certo raccontarvela in un solo post, ed ecco, allora, che il &#8220;diario di bordo&#8221; di Marcello è diventato un moto racconto diviso in tre puntate. Eccovi la seconda..</p>
<p>&#160;</p>
<p style="text-align: center">* * * *</p>
<p>&#160;</p>
<p style="text-align: justify">L’indomani la sveglia suona alle 6:00; alzarsi è un’impresa. I chilometri trascorsi in sella alla moto li sentiamo sul viso, nelle mani (gonfie) e nelle ossa. Dalla finestra vedo il cielo nuvoloso, tira vento. Alle 13:00, superata la città di <strong>Oral</strong>, raggiungiamo, muniti di taniche di benzina, <strong>Aktòbe</strong>. La tanica vuota portata dall’<strong>Italia</strong>, durante il viaggio, a contatto con il terminale di scarico della moto, è scoppiata. Non ci rimaneva altro che una tanica da 5 litri che però avremmo voluto utilizzare per l’acqua distillata.</p>
<p>&#160;</p>
<p style="text-align: justify">Ci mettiamo alla ricerca di qualcosa di più adatto tra i mercati, ma è come trovare un ago in un pagliaio. Per non perdere altro tempo opto per l’acquisto di una tanica da 5 litri di acqua minerale. Ripartiamo con il pieno alla moto, due taniche e una bottiglia di plastica da due litri colmi di benzina.</p>
<p>&#160;</p>
<p style="text-align: justify">Ci prepariamo ad affrontare parte della steppa. Per oltre 350 km non incontriamo alcuna stazione di servizio. Durante il cammino ci fermiamo e controlliamo le taniche che con il calore si dilatano. Svitiamo lentamente i tappi ed eliminiamo l’aria. È un’azione molto delicata perché se uno dei contenitori dovesse scoppiare sarebbe la fine. Man mano che consumiamo carburante ci fermiamo e riempiamo il serbatoio della moto. Alle 21:00 entriamo in città dalla via principale e raggiungiamo l’albergo.</p>
<p>&#160;</p>
<p style="text-align: justify">Il 5 agosto mi alzo presto per fare le operazioni di manutenzione: cambio le pastiglie dei freni anteriori e l’olio al motore. Poi, ci organizziamo nuovamente con le taniche di benzina, ci copriamo con gli indumenti termici e affrontiamo un&#8217;altra volta la steppa. Durante la marcia incontriamo <strong>Robert</strong>, polacco, con una moto da fuoristrada. Gli chiediamo quali siano le condizioni della strada e lui ci esorta a non proseguire. Robert aveva rischiato di rimanere intrappolato tra una duna di sabbia e l’altra. Non voglio mollare e così aspetto altri automobilisti per chiedere maggiori lumi. La risposta è sempre la stessa, continuare è impossibile.</p>
<p>&#160;</p>
<p style="text-align: justify">Silvia propone di andare ad <strong>Astana</strong>, la capitale. Decidiamo di proseguire nonostante stia facendo buio, ma dopo qualche ora ci rendiamo conto che è impossibile muoversi lungo la <strong>steppa</strong>. Così ci fermiamo presso una <strong>stazione di servizio</strong>, dove decidiamo di trascorrere la notte. A tarda sera comincia un via vai di ceffi e balordi, tra cui un individuo uscito da poco dalla galera che osserva attentamente la mia moto. Ci chiede in quale direzione siamo diretti ma le informazioni che diamo sono del tutto fuorvianti. La situazione si fa più tesa quando, durante la sera, lo stesso individuo ritorna con altri amici. Fortunatamente le intenzioni non sono cattive. Fatta benzina, ci saluta e riparte.</p>
<p>&#160;</p>
<p style="text-align: justify">I proprietari del distributore si sono chiusi a chiave. Il via vai di macchine continua sino a notte fonda. Passiamo buona parte della nottata al freddo e intorno alle 6:00 partiamo sotto la pioggia. Dopo un’oretta lasciamo il temporale alle nostre spalle. Durante il viaggio ho frequenti colpi di sonno che mi costringono a fermarmi e riposare sul ciglio della strada. Alle 11:00 della mattina siamo nuovamente ad Aktòbe, dove dormiamo fino alle 19:00. Più tardi andiamo a visitare una <strong>moschea</strong>. Mi colpisce il grande lampadario di origine turca realizzato in vetro del peso di 4 tonnellate.</p>
<p>&#160;</p>
<p style="text-align: justify">Domenica 7 agosto, alle 6:30, sono in piedi e, come al solito, scruto il cielo dalla finestra. È sereno, meglio, perché dovremo attraversare molto sterrato. La nostra direzione adesso è nuovamente Oral, per poi proseguire verso Samara dove le strade sono migliori.</p>
<p>&#160;</p>
<p style="text-align: justify">Alle 8:00 partiamo e percorriamo oltre 100 km di strada dissestata. Il tempo è nuovamente pessimo, fa freddo. Durante il tragitto distribuisco ai bambini <strong>giocattoli</strong>, palloncini da gonfiare e <strong>braccialetti</strong>. L’occasione è buona per scattare fotografie e fare riprese con la telecamera. Alle 17:44, al <strong>confine russo</strong>, incontriamo nuovamente Robert, il motociclista polacco che in precedenza ci aveva sconsigliato di proseguire per l’<strong>Uzbekistan</strong>.</p>
<p>&#160;</p>
<p style="text-align: justify">Dopo qualche chilometro lo salutiamo e proseguiamo per la <strong>Crimea</strong>. Alle 20:00 ci fermiamo in un motel, distante circa 80 km da <strong>Saratov</strong>. Facciamo amicizia con i proprietari e chiacchieriamo con loro dell’attuale situazione economica.</p>
<p>&#160;</p>
<p style="text-align: justify">L’8 agosto finalmente lasciamo definitivamente la steppa per incontrare un paesaggio verde, ricco di piantagioni di girasole. Siamo diretti a Volgograd. Alle 11:00 passiamo per Saratov e durante un sorpasso non consentito la polizia ci inquadra con il tele laser. Appena fermi faccio il vago e chiedo a Silvia di non intervenire. I poliziotti mi chiedono i documenti e comunicando a gesti capisco che vogliono qualcosa in cambio, soldi o <strong>souvenir</strong>. Li convinco che non ho niente di tutto ciò e che non capisco la loro lingua; fortunatamente mi restituiscono la patente internazionale, il libretto della moto e mi graziano. A quel punto chiedo a Silvia di ringraziarli e di parlare in russo; i poliziotti capiscono che li abbiamo presi in giro e ridono. Per qualche minuto continuiamo a dialogare sulla moto e sul viaggio. Dopo averli ringraziati nuovamente ci allontaniamo. Nel pomeriggio attraversiamo <strong>Volgograd</strong>, una città brutta e caotica.</p>
<p>&#160;</p>
<p>To be continued…</p>
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		<title>Marcello Carucci, Italia – Kazakistan andata e ritorno..</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Sep 2011 12:08:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mr. Wheel</dc:creator>
				<category><![CDATA[MotoCuriosità]]></category>
		<category><![CDATA[MotoViaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Roadtec Z8 Interact]]></category>
		<category><![CDATA[Marcello Carucci]]></category>
		<category><![CDATA[Metzeler Roadtec Z8 Interact]]></category>
		<category><![CDATA[Moto Itinerari]]></category>

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		<description><![CDATA[Austria, Ungheria, Romania, Moldova, Trasnistria, Ucraina, Repubblica Autonoma della Crimea, Russia e Kazakistan andata e ritorno. Questa è l'ultima ridexperience di cui si è reso protagonista Marcello Carucci!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ridexperience.it/files/2011/09/Marcello-Carucci-23.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-8127" src="http://www.ridexperience.it/files/2011/09/Marcello-Carucci-23.jpg" alt="" width="550" height="413" /></a><a href="http://www.ridexperience.it/files/2011/09/Marcello-Carucci-23.jpg"></a></p>
<p style="text-align: justify">Marcello è una nostra vecchia conoscenza. Lo seguiamo da tempo e, quando è possibile, per farlo viaggiare sereno, gli forniamo i <a href="http://www.metzelermoto.it/web/catalog/moto/moto_catalogo_schedaDescription.page?categoria=/catalog/moto/sport_touring/none&amp;vehicleType=MOTO&amp;product_id=883914&amp;uri=/metzeler/it_IT/browser/xml/catalog/moto/RoadtecZ8_Interact.xml&amp;menu_item=/products/catalog/sport_touring" target="_blank">Roadtec Z8 Interact</a>. Considerata la mole della sua potente <strong>Suzuki</strong>, i bagagli e gli impervi percorsi sui quali deve “correre”, non potrebbe esserci combinazione migliore.</p>
<p> </p>
<p style="text-align: justify">Questa estate Marcello ha percorso 17.300 chilometri. Partendo dall’<strong>Italia</strong> ha attraversato <strong>Austria</strong>, <strong>Ungheria</strong>, <strong>Romania</strong>, <strong>Moldova</strong>, <strong>Trasnistria</strong>, <strong>Ucraina</strong>, <strong>Repubblica Autonoma della Crimea</strong>, <strong>Russia</strong> e <strong>Kazakistan</strong> per poi fare nuovamente ritorno verso casa. Un’avventura del genere non potevamo certo raccontarla in un solo post, così, iniziando da oggi, abbiamo deciso di proporvi il suo “diario di bordo” in tre puntate.</p>
<p style="text-align: center">* * * *</p>
<p> </p>
<p style="text-align: justify">È il 21 luglio 2011, sono le ore 18:15. Parto da Roma per un nuovo tour e questa volta la destinazione è l’Uzbekistan. Dopo poche ore, vicino a Venezia, faccio una sosta per rifocillarmi per poi ripartire in direzione dell’Austria. Il tempo è nuvoloso e nonostante io sia coperto con pantaloni e maglia termica, sento freddo. Almeno non piove!</p>
<p> </p>
<p style="text-align: justify">Il viaggio è lungo, la mia prima vera sosta sarà solo in Romania. Fino a ora ho viaggiato per dodici ore e percorso 923 km. La mattina del 22 luglio entro in Ungheria. La temperatura è leggermente più alta, siamo a 11 gradi. Nella pausa approfitto per mangiare.</p>
<p> </p>
<p style="text-align: justify">Dopo nove ore di viaggio finalmente varco i confini della Romania; sposto le lancette dell’orologio un’ora avanti per il fuso orario e continuo a viaggiare fino alle 19 in direzione <strong>Deva</strong>.</p>
<p> </p>
<p style="text-align: justify">Dopo una notte trascorsa in hotel, alle 4:30, faccio una ricca colazione e alle 5 salgo in moto per proseguire il viaggio fino alla città di <strong>Brasov</strong>. Il tempo è ottimo e la strada è eccezionale. Sulle strade di montagna si susseguono curve, tornanti e rettilinei dove posso scaricare buona parte dei cavalli del mezzo e mettere a dura prova i <strong>Metzeler Roadtec Z8 Interact</strong>. Della polizia non c’è traccia quindi continuo con un’andatura piuttosto veloce.</p>
<p> </p>
<p style="text-align: justify">La tappa successiva è Vaslui dove affronto la dogana per superare il confine Romania/Moldova. Sorpassati i controlli mi dirigo nel paese di <strong>Carpineni</strong>, un villaggio tra le campagne a 70 km da Chisinau, capitale della Moldova. I km percorsi ora sono saliti a 2.435 km.</p>
<p> </p>
<p style="text-align: justify">Il giorno successivo mi sveglio alle 7:30; i muscoli iniziano a essere affaticati. Preparo i bagagli perché presto il viaggio continuerà sino in Uzbekistan insieme a Silvia.</p>
<p> </p>
<p style="text-align: justify">Il 25 luglio mi dirigo a Hancesti dove faccio delle compere, mi aggiorno e aggiorno a mia volta via web gli amici sulla mia posizione. Più tardi vado a fare <strong>jogging</strong> nelle campagne circostanti. Il 27 luglio faccio una visita a <strong>Chisinau</strong> e dopo aver cenato decido di “allungare” sino a <strong>Mingir</strong>, un paese distante pochi chilometri. Le strade sono deserte e buie. La Moldova è tra i paesi più poveri al mondo.</p>
<p> </p>
<p style="text-align: justify">Il 29 luglio, nel pomeriggio, a cavallo della mia moto, con lo zaino pieno di giocattoli, cappellini e magliette, incontro dei bambini ai quali consegno i doni; i bimbi più grandicelli, già conosciuti nei precedenti viaggi, invece, preferiscono un giro in moto. La gratificazione e la gioia nell’aiutare questi bambini sono immensi.</p>
<p> </p>
<p style="text-align: justify">Il 30 luglio mi reco all’aeroporto di Chisinau per prendere Silvia, la mia compagna. Le previsioni meteo confermano pioggia e grandine, fare 140 km in moto non è piacevole. Alle 15:40 il cielo è minaccioso, salgo in moto e vado veloce verso la capitale. Il tragitto è asciutto ma alcuni centri, tra cui la capitale, sono invasi da acqua, detriti e fango. Devo prestare molta attenzione per non scivolare. Alle 17 sono in aeroporto ma l’aereo di Silvia viaggia con un’ora di ritardo. Alle 19:20, insieme, partiamo verso casa.</p>
<p> </p>
<p style="text-align: justify">Finalmente arriva il primo di agosto, giorno di partenza per il tour con destinazione Uzbekistan, visita a <strong>Samarcanda</strong>, <strong>Bukhara</strong> e <strong>Khiva</strong>. Ci incamminiamo alle 8. Alle 9:50 siamo al confine Moldova/<strong>Transnistria</strong> che superiamo velocemente. Poco dopo siamo nella temibile Transnistria. Fino a qui ci siamo mossi velocemente, ma ora è diverso, stiamo molto attenti alla polizia nascosta e pronta a multarti in caso d’infrazione al codice della strada.</p>
<p> </p>
<p style="text-align: justify">Come nei viaggi precedenti lascio che sia Silvia (per la conoscenza della lingua) a risolvere tutta la burocrazia doganale. Nonostante questo i poliziotti s’inventano che dobbiamo avere un modulo che la dogana precedente invece non ci ha consegnato. L’alternativa è tornare indietro e recuperare le carte, oppure consegnare loro spaghetti o souvenir. Dopo un tira e molla di 30 minuti risolviamo passando loro dieci euro. Non c’è scelta e il fatto in sé m’innervosisce ferocemente.</p>
<p> </p>
<p style="text-align: justify">Superato il confine ucraino arriviamo nella città di <strong>Primorsk</strong> per trascorrere la notte. La mattina del 2 agosto, dopo un veloce controllo alla moto, ripartiamo a fatica verso il confine Ucraina/Russia. Durante il viaggio accade un fatto insolito, siamo letteralmente travolti da giganteschi sciami di cavallette grandi come passeri. Sono a migliaia. Li attraversiamo con la moto, gli insetti sbattono con violenza contro il casco, sembrano sassate. Incredibile!</p>
<p> </p>
<p style="text-align: justify">L’indomani le condizioni meteo cambiano, siamo costretti a indossare le tute antipioggia sopra gli indumenti termici. Finita la pioggia si alza il vento, la situazione non migliora affatto. La guida diventa faticosa e si fa sentire sulle braccia e le spalle. Condurre la moto è davvero dura, percorriamo interi tratti con il mezzo inclinato a causa delle raffiche di vento.</p>
<p> </p>
<p style="text-align: justify">Raggiunta la frontiera Russia/Kazakistan portiamo ancora avanti le lancette dell’orologio. Le pratiche burocratiche sono velocissime e continuiamo il nostro viaggio affrontando le strade sconnesse e la steppa, che si presenta come una grande pianura secca di graminacee e arbusti. Osserviamo alcune abitazioni, sono in fango e paglia, le migliori sono realizzate in muratura. Scattiamo qualche foto; un <strong>kazako</strong> ci nota dalla sua abitazione e ci raggiunge per conversare con noi. Incontriamo mandrie di bovini e cammelli che pascolano liberamente, mentre gli automobilisti che incrociamo ci salutano suonando il clacson e agitando la mano.</p>
<p> </p>
<p style="text-align: justify">Non è cambiato niente, il Kazakistan che abbiamo conosciuto nel 2008 con le strade in buona parte disastrate, la steppa calda e rovente, la gente sorridente e cordiale è rimasto tale e quale. Continuiamo a spingerci verso sud. In serata, arrivati ad Atyrau sul fiume Ural, andiamo a pernottare allo stesso albergo che utilizzammo nel nostro precedente viaggio. Si ricordano di noi e della moto, l’accoglienza è commovente.</p>
<p> </p>
<p>To be continued..</p>

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		<title>Marcello Carucci, nuovo test tour con i Roadtec Z8 Interact</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jul 2011 11:54:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mr. Wheel</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il prossimo 21 luglio, pochi giorni ancora, Marcello Carucci partirà per un nuovo viaggio. In sella alla sua Suzuki Hayabusa gommata Metzeler Roadtec Z8 Interact, Marcello percorrerà oltre quattordicimila chilometri nell'Europa dell'est.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ridexperience.it/files/2011/07/Marcello-Carucci.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-7579" src="http://www.ridexperience.it/files/2011/07/Marcello-Carucci.jpg" alt="" width="550" height="412" /></a></p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.marcellocarucci.it/" target="_blank">Marcello Carucci</a> è un insegnante che tra i suoi hobby ha quello di macinare una quantità sconfinata di chilometri in sella alla sua moto. <a href="http://www.ridexperience.it/?s=marcello+carucci" target="_blank">Di lui ci siamo occupati spesso e per due motivi</a>: il primo perché le sue avventure coincidono con lo spirito fondante del nostro <strong>Blog Corporate</strong>, raccontare cioè le “ridexperience” dei motociclisti; il secondo perché ogni avventura di Marcello, oltre ad essere un’esperienza di vita, è un severo test per i nostri <strong>pneumatici</strong>. Marcello parte sempre e solo con gomme <a href="http://www.metzelermoto.it" target="_blank">Metzeler</a> “ai piedi”, si fida della resistenza dei nostri pneumatici e le ragioni della sua scelta sono direttamente proporzionali alle situazioni di difficoltà nelle quali potrebbe imbattersi. Utilizzare delle gomme affidabili, soprattutto quando ci si trova a migliaia di chilometri da casa, costituisce una garanzia di sopravvivenza.</p>
<p>&#160;</p>
<p>Ecco l’itinerario del suo prossimo viaggio raccontato direttamente da lui:</p>
<p style="text-align: justify">“<em>Partirò in solitaria il 21 luglio prossimo. L’intenzione è quella di partire alle 9 di sera (al fresco!) e viaggiare tutta la notte fino all’indomani mattina. Prevedo di fare la mia prima sosta in una qualsiasi località al confine tra <strong>Ungheria</strong> e <strong>Romania</strong>. Viaggerò in sella alla mia <strong>Suzuki Hayabusa</strong> (ahimè, fino ad ora, in questi tour de force, la casa non mi ha mai sostenuto ma nel 2012 ci saranno grandi novità).</p>
<p>&#160;</p>
<p style="text-align: justify">La mattina del 23, sveglia all’alba e partenza per la <strong>Moldovia</strong>, con sosta a <strong>Carpineni</strong>, un paese di campagna a 70 km dalla capitale <strong>Chisinau</strong>. Qui rimarrò a casa della mia compagna Silvia (che mi raggiungerà dall’Italia alla fine del mese), e farò beneficenza a mie spese a tutti i bambini bisognosi, offrendo loro giocattoli e abbigliamento. Inoltre, durante la mia settimana di permanenza, coinvolgerò tutti i bambini in attività sportive. Il 30 luglio andrò in moto all&#8217;aeroporto di Chisinau a prendere la mia compagna, insieme ritorneremo nella sua abitazione, dove rimarremo per altri due giorni.
</p>
<p>&#160;</p>
<p style="text-align: justify">Il primo agosto inizia il nostro viaggio insieme. In sella alla mia moto attraverseremo velocemente Ucraina, Russia, Kazakistan, dove metteremo a dura prova i <strong>Roadtec Z8 Metzeler</strong> percorrendo strade molto accidentate che ho già superato brillantemente con i precedenti <strong>Z6</strong>.
</p>
<p>&#160;</p>
<p style="text-align: justify">La nostra prima tappa sarà Tashkent, capitale dell’Uzbekistan, seguiranno <strong>Samarcanda</strong> e <strong>Bukhara</strong>. Durante il tragitto attraverseremo buona parte del deserto fino ad arrivare a <strong>Khiva</strong>, ultima tappa del nostro viaggio. Il 16 agosto, percorrendo al contrario il tragitto fatto all’andata, saremo nuovamente in Moldovia, dove continuerò il mio operato con i bambini. L’itinerario, in totale, dovrebbe coprire oltre 14.000 km.”</p>
<p></em>
</p>
<p>&#160;</p>
<p style="text-align: justify">Come di consueto, al suo ritorno, ci aspettiamo da Marcello il resoconto dettagliato del viaggio e le sue impressioni sui <a href="http://www.metzelermoto.it/web/catalog/moto/moto_catalogo_schedaDescription.page?categoria=/catalog/moto/sport_touring/none&amp;vehicleType=MOTO&amp;product_id=883914&amp;uri=/metzeler/it_IT/browser/xml/catalog/moto/RoadtecZ8_Interact.xml&amp;menu_item=/products/catalog/sport_touring" target="_blank">Roadtec Z8 Interact</a> rispetto a questo nuovo e probante test.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Marcello Carucci, “cronaca” di un viaggio in Mongolia..</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Sep 2010 12:03:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mr. Wheel</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="550" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/QCCCik7z0n8?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;color1=0x006699&amp;color2=0x54abd6" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="550" height="385" src="http://www.youtube.com/v/QCCCik7z0n8?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;color1=0x006699&amp;color2=0x54abd6" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
<p>Alle 22 mi trovo a 200 km da <strong>Krasnojarsk</strong>, fa piuttosto freddo. Ho avuto difficoltà a trovare un motel dopo aver viaggiato 12 ore percorrendo oltre 900 km. Ho conosciuto moltissime persone. Tutte ospitali e ammirate per ciò che stavo facendo. Anche la polizia, mi ferma spesso; la scusa è sempre quella di guardare la moto, salirci, provare il casco. Mi chiedono quale sia la velocità massima, i cavalli, la cilindrata. Poi se non ho mai paura di affrontare da solo un’avventura del genere.<br />
E’il 14 luglio, alle 4 della mattina mi alzo e dopo un’ora parto. La strada è buona ma l’andatura non è veloce e devo fare attenzione al consumo dei pneumatici. Un cartello indica 1600 km da <strong>Irkutsk</strong>. Il paesaggio è molto verde, mi ricorda l’<strong>Irlanda</strong>. La temperatura è molto bassa e dopo dieci minuti sono costretto ad indossare gli indumenti termici. Rispetto all’Italia ci sono cinque ore di fuso orario. Proseguo. Incontro qualche motociclista locale. Alle 19 termino la giornata di viaggio per ripartire l’indomani alle 5. Mancano ancora 1000 km a Irkutsk ma le strade che incontro peggiorano notevolmente. Alle 5 del giorno dopo mi alzo e c’è la nebbia ma nonostante questo, decido di partire.<span id="more-2586"></span><br />
Ho anche difficoltà a reperire la benzina e non faccio altro che alternare strade asfaltate con dello sterrato, strade con polvere, terra e ghiaia. La mia preoccupazione principale è che se piove, con la mia moto, sono costretto a fermarmi. Inoltre sono lontano dalle città e non si trovano motel tanto facilmente. Mi rivolgo spesso al nostro Signore e alla Madonna affinché tutto vada per il meglio; ho visto troppi incidenti: scontri frontali, tir andati a finire nei burroni.<br />
Fortunatamente la benzina che ho messo non crea problemi al motore. Durante il tragitto soccorro un motociclista russo con a bordo due ragazze che hanno delle forti escoriazioni alle cosce. Alle 21,30 sono in albergo dopo soli 500 km percorsi.<br />
La mattinata seguente mentre prendo la moto che è parcheggiata in un box pieno di fango, scivolo. La moto mi cade addosso ma fortunatamente rimango illeso. Chiedo aiuto ma nessuno sembra disposto a darmi una mano per tirare su il mezzo. Preoccupato controllo immediatamente la leva del cambio e della frizione. Niente, tutto a posto. Forse proprio il fango ha protetto la moto durante la caduta.<br />
Prima di partire faccio un controllo generale anche sull’<strong>usura dei pneumatici</strong>, sono ancora in ottime condizioni. Al contrario le pasticche anteriori si stanno rovinando, così vado alla ricerca dei ricambi nella città di Irkutsk. Missione quasi impossibile. Le mie scorte sono esaurite pertanto dovrò limitare l’uso del freno anteriore solo ai casi di emergenza. Il resto del lavoro lo faranno il <strong>freno motore</strong> e quello posteriore. Il 16 luglio sono sul limpidissimo lago <strong>Bajkal</strong> in <strong>Siberia meridionale</strong>, diviso fra i territori dell’Oblast’ di Irkutsk e la Repubblica di Buriazia. E’ un luogo sotto la tutela dell’<strong>Unesco</strong> come <strong>patrimonio dell’umanità</strong> dal 1996, ed è il secondo lago al mondo per lunghezza dopo il Tanganica. Il panorama è meraviglioso.<br />
Dopo aver attraversato <strong>Ulan-Ude</strong> capitale della <strong>Repubblica dei Buriati</strong>, domenica supero il confine Russo ed entro in Mongolia. Durante il viaggio incontro quattro bambini in condizioni miserabili; a sforzo trattengo le lacrime. Gli do da mangiare dei biscotti. Li fotografo e li riprendo con la telecamera. Prima di partire gli regalo altri biscotti, un giocattolo, un sorriso e una carezza.<br />
Attraversando la Mongolia per arrivare nella sua capitale il territorio mi si presenta come un gigantesco <strong>parco naturale</strong>. Spesso mi fermo a osservare gli animali al pascolo e le persone che vivono nelle gher. Ho i primi contatti con loro, sono molto disponibili e socievoli. Mi piacciono da subito. Arrivato ad <strong>Ulaanbaatar</strong>, la capitale mi si presenta immediatamente immensa, caotica e trafficata. Prendo contatti con un italiano col quale avevo già parlato in Italia. L’idea era fare della beneficienza in un orfanotrofio della capitale. L’appuntamento è per il giorno successivo.<br />
Sistemati i bagagli e la moto esco per visitare la parte più moderna della città. Il giorno seguente entro nelle mura della città antica soffermandomi con attenzione al tempio Gesar Sum. Qui ho modo di comunicare con qualche monaco buddista; assisto anche alle loro preghiere. Il <strong>Gandak khiid</strong> è uno dei monasteri più importanti della <strong>Mongolia</strong>. E’ bellissimo e pieno di turisti. Il 20 luglio lascio Ulanbatar a malincuore per non aver realizzato ciò che mi ero prefissato. Non sono riuscito a visitare l’orfanotrofio; ho perso il contatto e loro non si sono fatti sentire.<br />
Durante il percorso di rientro decido di distribuire i doni che avevo con me nelle gher visitando e fotografando quello spaccato di vita.<br />
Ripercorro tutto l’itinerario che ho fatto all’andata distribuendo anche ai bambini russi quei pochi giocattoli che sono rimasti. Molte mamme rimangono meravigliate. Non credo che capiti spesso che uno straniero in moto distribuisca i giocattoli ai bambini. In tanti si incuriosiscono, vengono e mi chiedono cosa faccio e da dove vengo. Lo stupore è sempre enorme quando realizzano che sono solo e la montagna di chilometri che ho fatto. Ho incontrato tanti sorrisi, stretto le mani di molte persone.<br />
Tutto ciò rimarrà impresso in maniera indelebile nella mia mente.</p>
<p>Ora però devo ripartire verso la <strong>Moldova</strong> dove finalmente incontrerò Silvia che sta arrivando in aereo.<br />
La mattina intorno alle 4 riprendo la strada del ritorno. Nel tratto di strada che va da Irkutsk e <strong>Krasnojarsk</strong> devo affrontare nuovamente lo sterrato. Mi fermo perché accuso dolori alle mani, in modo particolare alla sinistra nella quale si è formata una vistosa callosità. Sulla strada incontro un francese diretto nell’Uzurbekistan che mi chiede informazioni sulle strade che ho percorso. Anche lui rimane meravigliato del mio tour e della moto che ho scelto per realizzarlo. Facciamo alcune foto e ci salutiamo.<br />
Il 23 luglio sono a Barnaul per il cambio gomme, e qui incontro due spagnoli sponsorizzati dalla Metzeler spagnola. I loro mezzi sono decisamente più adatti al tour. Ci scambiamo le nostre esperienze di viaggio; uno di loro mi conosce per avermi visto su internet.<br />
Il cambio gomme prende due ore. Ringrazio e sono riconoscente a <a href="http://www.metzelermoto.it" target="_blank">Metzeler</a> Italia ed i loro rappresentanti per l’opportunità di testare il loro nuovo prodotto <strong><a href="http://www.metzelermoto.it/web/catalog/moto/moto_catalogo_schedaDescription.page?categoria=/catalog/moto/sport_touring/none&amp;vehicleType=MOTO&amp;product_id=883914&amp;uri=/metzeler/it_IT/browser/xml/catalog/moto/RoadtecZ8_Interact.xml&amp;menu_item=/products/catalog/sport_touring" target="_blank">Interact Z8</a></strong>.<br />
Personalmente ritengo il nuovo <strong>Roadtec</strong> idoneo a tutte le condizioni stradali possibili e immaginabili che ho incontrato. Direi che il test è riuscito con grande soddisfazione e risultato.<br />
Il 18 agosto lascio la Moldova e riparto per Roma.<br />
Ringrazio Silvia, tutti gli sponsor in primis la <strong>METZELER</strong> e gli amici dei diversi forum in particolare quelli del forum <a href="http://www.smanettoni.net" target="_blank">www.smanettoni.net</a> e <a href="http://www.swotgang.com" target="_blank">www.swotgang.com</a> che mi sono stati vicini.<br />
A presto<br />
Marcello</p>
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		<title>Un’altra avventura per Marcello Carucci</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 15:44:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mr. Wheel</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando hai l’avventura nell’anima e la moto nel cuore sei capace di imprese titaniche. Di lui abbiamo parlato parecchio tempo fa. Ora, trascorso quasi un anno dalla sua precedente avventura, Marcello Carucci fa parlare nuovamente di sé, della sua moto, delle sue azioni e delle sue avventure. L’avevamo lasciato a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ridexperience.it/files/2010/07/Marcello-Carucci.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2030" title="Marcello Carucci" src="http://www.ridexperience.it/files/2010/07/Marcello-Carucci.jpg" alt="Marcello Carucci" width="550" height="423" /></a></p>
<p>Quando hai l’avventura nell’anima e la moto nel cuore sei capace di imprese titaniche. Di lui abbiamo <a href="http://www.ridexperience.it/2008/09/metzeler-moto-%e2%80%93-in-kazakistan-con-le-roadtec-z6/" target="_blank">parlato parecchio tempo fa</a>. Ora, trascorso quasi un anno dalla sua precedente avventura, <strong><a href="http://www.marcellocarucci.it/" target="_blank">Marcello Carucci</a></strong> fa parlare nuovamente di sé, della sua moto, delle sue azioni e delle sue avventure.<br />
L’avevamo lasciato a <strong>Monaco</strong>, dopo 16.500 km macinati attraversando Italia, Austria, Ungheria, Romania, Moldova, Ucraina, Russia e Kazakistan. Lo ritroviamo adesso, pronto per un viaggio di oltre 23 mila km verso la Mongolia.<br />
Questo signore ogni anno regala due mesi di viaggio a se stesso e alle popolazioni che incontra. Le sue mete non sono scelte a caso; il fine ultimo della sua moto avventura è fare del bene, portare il cuore e il sostegno alle persone che ne hanno bisogno. Così, quest’anno, darà il suo contributo in un orfanotrofio. Del suo “peregrinare” Marcello racconta di uomini, di fratellanza e del gusto speciale che la moto e l’avventura (una passione nata quando aveva tredici anni) gli regalano. E’ abituato a pochi agi, se necessario dorme su strada, se indispensabile scappa in caso di pericolo. Sì, perché gli è capitato pure questo!<br />
Marcello è in procinto di partire. Con lui, a sostenerlo, i suoi alunni (è insegnante di ginnastica) e noi. <strong><a href="http://www.metzelermoto.it" target="_blank">Metzeler</a></strong> sarà con lui. Insieme alla sua moto, le nostre nuove <strong><a href="http://www.metzelermoto.it/web/catalog/moto/moto_catalogo_schedaDescription.page?categoria=/catalog/moto/sport_touring/none&amp;vehicleType=MOTO&amp;product_id=883914&amp;uri=/metzeler/it_IT/browser/xml/catalog/moto/RoadtecZ8_Interact.xml&amp;menu_item=/products/catalog/sport_touring" target="_blank">Roadtec Z8 Interact</a></strong> saranno gli strumenti, come è accaduto l’anno scorso, con i quali raggiungerà altre mete.<br />
Buona fortuna!</p>
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		<title>Metzeler Moto – Marcello Carucci e Silvia in Kazakistan con le Roadtec Z6</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Sep 2008 09:49:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[I viaggi sono come le ciliegie, uno tira l’altro. Non ho fatto in tempo a tornare da Monaco e a raccontarvi l’Experts on the Road che sono già nuovamente qui a raccontarvi di un viaggio che ha dell’incredibile. Metzeler segue davvero tanti di quei progetti che non vedevo l’ora di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I viaggi sono come le ciliegie, uno tira l’altro. Non ho fatto in tempo a tornare da Monaco e a raccontarvi l’<a href="http://www.ridexperience.it/category/company/" target="_blank"><strong>Experts on the Road</strong></a> che sono già nuovamente qui a raccontarvi di un viaggio che ha dell’incredibile.<br />
Metzeler segue davvero tanti di quei progetti che non vedevo l’ora di metter su un ‘luogo-non-luogo’ tutto ‘mio’ in cui raccontarli. Sono esperienze di moto davvero degne di nota che però spesso non trovano spazio nella classica ‘comunicazione istituzionale’.<br />
Quale pagina migliore se non questa per parlare di una pazzesca ride-experience?! <img src='http://www.ridexperience.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /><br />
Questa estate, dal 31 luglio al 29 agosto, Marcello Carucci e la sua compagna Silvia hanno percorso ben 16.500 Km attraversando ben otto Stati: Italia, Austria, Ungheria, Romania, Moldova, Ucraina e Russia per giungere infine in Kazakistan. Ragazzi, 16.500 Km con le <strong>Roadtec Z6 Metzeler</strong>!<br />
Un viaggio eccezionale della durata di un mese ragazzi, un mese!<br />
In sella a una Suzuki Hayabusa gommata Metzeler, Silvia e Marcello hanno affrontato le condizioni metereologiche più disparate, per non parlare delle strade: asfaltate e sterrate, colme di buche, acqua e fango, ma anche deformate dall’intenso traffico russo.<br />
Beh fatemelo dire, le <strong>Metzeler Roadtec Z6</strong> sono state all’altezza della situazione, garantendo ai due braveheart sicurezza e affidabilità anche nelle condizioni più estreme. Un grande viaggio e una grande prova prodotto direi! Se state pensando a un viaggio in Kazakistan <a href="http://www.markos.it/quaderni/kazakistan.htm" target="_blank">cliccate qui </a>e leggete il racconto di Marcello e Silvia!</p>
<p><a href="None"><img class="alignnone size-full wp-image-46" title="viaggio-in-kazakistan1" src="http://www.ridexperience.it/files/2008/09/viaggio-in-kazakistan1.jpg" alt="" width="350" height="262" /></a></p>
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