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  • ott 29 2013

    Sicurezza stradale, pratica, buon senso e qualche consiglio!

    Sicurezza Metzeler

    L’Associazione Motociclisti Incolumi torna a far parlare di sé e lo fa attraverso le pagine virtuali del sito “muoversiaroma.it” regalando ai lettori e agli appassionati in genere alcuni consigli di indubbio valore. Poiché il tema della sicurezza stradale è sempre caro a Metzeler ecco una sintesi dei suggerimenti più interessanti ricavati dal contributo di AMI.

    Il primo spunto di riflessione, rivolto ai neo motociclisti, riguarda le protezioni. Senza un casco integrale, magari leggero e ben areato, e una giacca con protezioni sulle spalle, avambracci, gomiti e paraschiena non si dovrebbe salire in moto. Niente guanti dalla presa scivolosa o quelli imbottiti fissati alle manopole; in caso di caduta le mani potrebbero rimanere bloccate. Niente indumenti svolazzanti come le sciarpe, oppure se utilizzate queste devono essere sempre ben sistemate per evitare che possano in qualche modo impigliarsi.

    Prima di salire in sella controllare sempre le tasche dei pantaloni e nel caso svuotarle di tutti gli oggetti duri e appuntiti. In caso di pioggia, ma in generale sempre, le gomme devono essere in ottime condizioni; è fortemente consigliabile adottare gli stessi pneumatici all’anteriore e al posteriore (stesso disegno di battistrada).

    Per ripararsi dal sole è sempre bene disporre di un casco con visierino parasole da rimuovere velocemente (rispetto agli occhiali da sole) quando si entra in galleria. In mezzo al traffico invece è opportuno mantenere le distanze di sicurezza con i mezzi che precedono così da evitare tamponamenti. È importante poter osservare con buon anticipo le condizioni dell’asfalto sul quale ci si accinge a passare e infine, per i più esperti, si consiglia di osservare cosa accade all’interno dell’abitacolo della macchina che precede. Un automobilista distratto, per esempio da un cellulare, può prodursi in manovre impreviste e pericolose soprattutto per pedoni e motociclisti.

    Procede a zig zag nel traffico espone il motociclista incauto al rischio di collisione con le auto che procedono lentamente e/o cercano dei varchi per svoltare. Un’ultima considerazione sui freni; laddove il mezzo non sia dotato di ABS è consigliabile dosare l’utilizzo del freno anteriore soprattutto in condizioni di scarsa aderenza.

  • ott 10 2013

    Una giornata a Vairano con i maxiscooter BMW gommati Metzeler Feelfree

    BMW Riding day (1)

    Presi dalla partecipazione come sponsor ufficiale dell’ISDE 2013, la scorsa settimana non vi avevamo raccontato nei dettagli come erano andati i BMW Maxi-Scooter Riding Days. L’occasione per tornare a parlare della giornata trascorsa con gli amici dell’elica tedesca è venuta due giorni fa quando abbiamo ricevuto via Facebook il messaggio di uno dei presenti che avevamo conosciuto in pista che, a distanza di qualche ora, ci ha tenuto a raccontarci dell’esperienza vissuta a fine settembre sul tracciato di Vairano, una due giorni dedicata ai test dei due maxiscooter C 600 e C 650 GT gommati per l’occasione Metzeler Feelfree e l’invernale Feelfree Wintec.

    Carlo Galiano di Meda (MB) da molti anni grande appassionato delle due ruote, nelle settimane precedenti all’evento aveva ricevuto l’invito direttamente da BMW Motorrad, un’occasione per scendere in pista sicuramente da non lasciarsi scappare!

    Sabato 28 settembre, ore 8.30, Carlo è a Vairano che sbriga gli obblighi formali e burocratici relativi allo scarico di responsabilità prima dell’inizio dei test. Alle ore 9.00 inizia la prima lezione teorica tenuta da Metzeler e BMW Motorrad che presentano caratteristiche e performance dei propri modelli. Finita la parte didattica, si passa finalmente alla pratica: le regole sono le solite, si gira in fila indiana, non si supera, e a ogni giro il primo della fila lascia scorrere gli altri e si accoda al gruppo.

    Il resto ce lo racconta lui…

    Forse non ci crederete, ma staccare a 170km/h senza scalare è stato davvero strano; ho avvertito qualche pulsazione dell’ABS alla fine dei rettilinei e il posteriore ha sbandierato un po’, ma è incredibile quanto piegano questi scooter moderni! Un ritmo tale in moto sarebbe stato divertente ma non impegnativo. In scooter invece si è viaggiato da matti! Se non fosse stato per le selle decisamente ingombranti, non ci sarebbe stato nulla di strano a provare a sporgersi per andare col ginocchio in terra. Il tempo è passato in fretta, i turni sono durati venti minuti ciascuno.

    Terminata la sessione in pista ci siamo spostati verso un piazzale allagato per provare l’ABS, velocità obbligatoria superiore ai 50km/h e, appena sull’acqua pinzata da panic stop, si è provato prima col solo freno posteriore, poi con l’anteriore e infine con entrambi. Incredibile come si fermano questi scooter, sembrava di essere sull’asciutto e in pieno agosto e invece c’erano due dita d’acqua sull’asfalto (sarà merito dei Metzeler Feelfree Wintec, aggiungiamo noi!). La vera difficoltà è stata vincere le resistenze mentali nel frenare forte sull’acqua, sensazioni “sedimentate” in anni e anni di guida.

    BMW Riding day (5)

    La lezione successiva è stata quella dei birilli. I percorsi erano due, paralleli. Il primo con i birilli talmente vicini che non pensavo fosse possibile passarci a piedi, figurarsi con i maxi scooter. Il secondo con i birilli più staccati da prendere in velocità. L’esercizio consisteva nell’affrontare i due percorsi nella sequenza: birilli lenti – birilli veloci – inversione – birilli veloci – birilli lenti. Non avrei mai pensato di farcela al primo colpo, invece insieme agli altri utenti ci siamo scoperti più abili di quello che avremmo mai creduto!

    L’ultima sessione è stata un anello sul quale simulare i curvoni in appoggio. Uno per volta si sono affrontati quattro giri, due guidando in posizione più rigida, due sporgendosi all’interno curva. Prima in un senso, poi nell’altro. La mattina è finita così, Metzeler ci ha regalato un sacco porta casco e i depliant degli pneumatici in catalogo.

    Gli scooter BMW erano equipaggiati con gli pneumatici Metzeler Feelfree e Feelfree Wintec. Come facilmente intuibile dal nome, la seconda copertura dovrebbe garantire un uso con ottimo rendimento anche in condizioni invernali di minor aderenza, grazie a delle lamelle che, facendo “muovere” maggiormente la gomma, garantiscono un riscaldamento più rapido.

    Delle quattro sessioni di prova, le due sicuramente più probanti per le coperture sono state quelle in pista e quella di frenata sul bagnato. In una giornata autunnale come quella appena trascorsa, in sella al C 600 non mi sono mai preoccupato degli pneumatici. E in una situazione così estrema come l’uso in pista non ho mai avvertito i Feelfree in crisi.

    Le due sessioni tra i cordoli si sono tenute ad andature elevate e sul dritto abbiamo viaggiato a circa 170km/h cui seguiva una staccata davvero impegnativa. Per tutta la durata del test le coperture hanno garantito un’aderenza assoluta, hanno trasmesso la sicurezza necessaria anche per entrare in curva con i freni ancora leggermente tirati.

    BMW Riding day (3)

    Nella sessione dedicata all’ABS, quella sul piazzale bagnato, gli pneumatici non hanno mai tradito le attese e in abbinamento con l’impianto frenante BMW sono sempre stati in grado di garantire frenate assolutamente notevoli.

    In conclusione posso affermare che gli pneumatici Feelfree sono adatti a uno scooter dalle alte prestazioni analogamente a quanto gli Sportec M5 Interact sono ideali per le moto stradali molto spinte.

    Alla prossima, ciao!

    Carlo

    Ciao a te Carlo e grazie per il tuo racconto super dettagliato!

  • set 02 2013

    Il D-air® Racing Thorax, protezione D-Air estesa a busto e torace!

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    Metzeler, da sempre in prima linea sul tema della sicurezza stradale, ha sempre trattato la tecnologia Dainese sui propri canali. A dirla tutta, l’azienda leader internazionale della sicurezza sulle due ruote è stata anche presente nell’ultimo Metzeler Safety Day del 2012 organizzato da noi sulla pista di Vairano.

    Parlare nuovamente del sistema D-Air di Dainese può sembrare quindi anacronistico e se vogliamo ripetitivo; ma le informazioni che vogliamo passarvi oggi però sono altre. Dainese ha infatti compiuto un altro passo verso l’idea sempre meno utopistica della “sicurezza totale” del motociclista. La casa, dopo 13 anni di sperimentazione e continue evoluzioni applicate al suo D-air® Racing (non ultima la realizzazione della versione “stradale”), presenta il D-air® Racing Thorax, il sistema evoluto, che estende la capacità protettiva del “sacco” non solo sulla zona delle spalle ma su tutto il torace.

    Cambiano quindi le dimensioni e le geometrie dei sacchi, che sono stati estesi per “abbracciare” il torace del pilota, ed è stato adottato un generatore di gas di capienza maggiore per mantenere un’elevata pressione di gonfiaggio.

    Il D-air® Racing Thorax sarà gradualmente messo a disposizione degli altri piloti Dainese e rappresenta la prima di una serie di evoluzioni previste che riguarderanno sia la parte pneumatica, sia la parte elettronica della tuta.

    D-Air Street

    Sul fronte D-Air le tecnologie in campo salgono a tre; in ordine cronologico: il D-air® Racing, il D-air® Street e il D-air® Racing Thorax; tutte tecnologie impiegate quotidianamente da piloti e motociclisti nelle condizioni di utilizzo più estreme.

    L’efficacia protettiva del D-air® Racing è dimostrata dai fatti: dal 2009 ad oggi ci sono state 306 cadute dovute ad high-side o scivolamento e in nessun caso sono state riscontrate fratture alle spalle o alle clavicole, ovvero alle parti del corpo protette dal sistema. Tale risultato è possibile grazie alla protezione garantita dal sistema che in 45 millisecondi è in grado di assorbire l’85% della forza d’urto.

    Oggi Dainese presenta l’evoluzione del sistema, dotato ora di una protezione più estesa al torace. Tutta la parte pneumatica è stata riprogettata per consentire l’aumento dell’area protetta senza influire sull’ergonomia, un aspetto essenziale per facilitarne l’adozione da parte dei piloti professionisti.

    Martin

    Nell’ambito del Road Racing, ove Metzeler è mail sponsor di prestigiose competizioni, il nostro pilota ufficiale Guy Martin sviluppa l’impiego della tecnologia D-Air nell’ambito delle corse su strada.

  • ago 28 2013

    Hevik, gilet ad alta visibilità!

    Hevik Teseo 1

    Comodo, economico e funzionale. Bastano tre aggettivi per presentare il gilet Hevik, un capo che sta conquistando l’interesse dei motociclisti per la sua capacità di proteggere il conducente e renderlo più visibile agli altri utenti della strada.

    Hevik, nuovo marchio di abbigliamento italiano, propone un capo antivento che occupa poco spazio nello zaino, nel bauletto o nel sottosella ed è comodo in tutti i periodi dell’anno. Inoltre grazie alla scelta delle tinte, il gilet risolve anche le limitazioni imposte in alcuni Paesi europei (vedi ad esempio l’Austria), che obbligano i motociclisti/scooteristi ad indossare un abbigliamento in cui sia presente una percentuale di colore ad alta visibilità (principalmente il giallo flou certificato).

    I modelli Hevik sono due, Zefiro e Teseo. Il primo è un classico multi tasca unisex prodotto in poliestere waterproof 100%, dotato di fodera interna in rete e sei tasche anteriori più una posteriore, tutte impermeabili. Le taglie disponibili vanno dalla XS alla XXXL.

    Hevik Zefiro

    Il secondo, più leggero, è privo di tasche e ha il suo punto di forza nella colorazione altamente visibile nel traffico e quando le condizioni atmosferiche pregiudicano la visibilità. Il gilet è infatti realizzato con tessuti certificati e conformi alla normativa UNI EN 471/1995 di colore giallo fluo a strisce rifrangenti verticali, anteriori e posteriori. Realizzato in poliestere, presenta fianchi elasticizzati in Lycra per una migliore aderenza al busto. Le taglie sono: S/M, L/XL, XXL/XXXL.

  • ago 05 2013

    La riforma del Codice della Strada non soddisfa l’Ancma

    Metzeler Interact Challenge  (109)

    La riforma del Codice Strada, approvata qualche settimana fa dal Governo, poco soddisfa Confindustria ANCMA, l’Associazione Nazionale Ciclo Motociclo e Accessori. La riforma ha infatti accolto solo alcune delle istanze che stanno a cuore all’Associazione, altre, quali quella riguardante il guardrail, non hanno trovato accoglimento.

    Per ora ci si deve accontentare dell’approvazione della misura che semplifica le modifiche delle caratteristiche costruttive dei veicoli. Una decisione che snellisce le procedure con un risparmio di tempo e costi per gli utenti finali e un alleggerimento del lavoro per la Motorizzazione Civile.

    Un altro risultato è l’impegno preso dal Ministero dei Trasporti che detterà alle amministrazioni locali le linee guida per la progettazione e costruzione di infrastrutture che dovranno tenere conto dei motocicli. Parzialmente soddisfatto Corrado Capelli presidente dell’ANCMA che precisa: «a noi non bastano le linee guida non vincolanti. Serve un impegno civile da parte del Governo sull’esigenza di sicurezza anche di chi va in moto. Esprimiamo apprezzamento per le dichiarazioni rilasciate dall’On. Lupi che ha affermato la necessità di tutelare l’utenza debole della strada, in particolare ciclisti e motociclisti, e ha sottolineato che la progettazione e la costruzione delle infrastrutture debba tenere conto delle esigenze di sicurezza delle due ruote, con particolare riferimento ai guardrail. Si tratta di misure che, una volta approvate, non comporterebbero oneri per la Pubblica Amministrazione. Al contrario, consentirebbero allo Stato di risparmiare fino a 1,5 miliardi di euro: a tanto ammontano, infatti, i costi sociali riconducibili all’inadeguatezza delle infrastrutture stradali per i centauri».

    Situazione annosa quella delle strade italiane e delle infrastrutture di sicurezza, tra cui il guardrail, che ANCMA da diverso tempo denuncia, ma ancora gli organi competenti non hanno intrapreso alcuna iniziativa. A causa degli ostacoli fissi, come il guardrail, nel 2011 sono deceduti in Italia 96 motociclisti e 2033 sono risultati feriti. Cifre consistenti confermate dallo studio del MAIDS (Motorcycles Accidents In Depth Study) che sostiene che le infrastrutture inadatte sono la causa del 25% degli incidenti su due ruote.

ROAD RACING 2014

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