Consultando le riviste del settore capita spesso di sfogliare degli articoli sul passato, sulle moto d’epoca insomma. Solitamente si legge velocemente e per sommi capi l’articolo per valutare se di interesse o meno, ed eventualmente ritornarci con più calma a casa o in un momento di relax. Qualche giorno fa sfogliando un vecchio numero di “Moto d’Epoca” del 1995 abbiamo però ritrovato un curioso aneddoto che vi vogliamo raccontare.
MV Augusta è un brand carico di storia e anche per i giovani che conoscono poco del trascorso di questa casa, le moto di oggi evocano fascino e prestigio.
Di questo marchio ci ha colpito un aneddoto interessante che vi riportiamo. In particolare, ci riferiamo alla volta in cui il Conte Augusta decise di chiamare a sé un ragazzo talentuoso e di belle speranze chiamato John Surtees.
Era l’inverno del 1956 quando l’inglese raggiunse la squadra MV a Modena per provare l’MV Augusta Quattro. La pista era circondata dalla neve, era febbraio e c’era freddo. Insieme a lui erano presenti gli altri componenti della squadra piloti. Iniziarono le prove e, naturalmente, c’era una “discreta” curiosità rispetto ai tempi che il “nuovo arrivato” sarebbe riuscito a fare. Ma non accadde nulla!
Surtees andò pianissimo. Ad ogni giro si fermava e chiedeva ai meccanici di modificare qualcosa. Prima le pedane, al giro successivo i pedali, poi la sella. Passò ai rapporti del cambio, agli spilli del carburatore, alle valvole del gas e ai getti. Insomma, dopo due giorni di prove le prestazioni del pilota inglese erano quasi ridicole. Immaginate i commenti degli altri piloti e le probabili riflessioni del Conte Augusta. Visti i risultati, è altamente probabile che i presenti pensarono a quanto la scelta di cercare un pilota inglese si fosse rivelata a dir poco inutile!
Bene, le prove andarono comunque avanti sino a sera. Quando la giornata era quasi terminata e la luce del giorno era decisamente scarsa, i meccanici decisero che era tempo di tornare a casa e rimettere le moto nel camion. Quindi segnalarono a Surtees di fermarsi. Il conte per consolarlo gli disse che volendo si poteva organizzare un’altra giornata di prove.
Surtees, molto tranquillamente, chiese la cortesia di poter effettuare ancora un paio di giri prima che fosse totalmente buio. A malincuore la squadra acconsentì.
Quello che accadde dopo lasciò nello sgomento tutti. Surtees partì e al primo giro, era ormai buio, stracciò il tempo degli altri piloti e infranse il record della pista. E così fece nei giri successivi. Giro dopo giro, record dopo record. Il giornalista che ha scritto il pezzo e che era presente allora scrisse: “i tempi con la neve e di sera non si fanno tanto facilmente”.
La cosa che ci ha colpito di più però è questa. A distanza di quarant’anni, il giornalista incontrò nuovamente Surtees e ricordandogli l’episodio gli chiese: “Perché lo hai fatto?” Lui rispose: “Quanti anni sono passati da allora?” “Più o meno quaranta”, la risposta. Ribatté Surtees: “Lo vedi che ancora te lo ricordi?”
Il resto è storia: John Surtees in sella alla Mv Augusta vinse sette Campionati del Mondo e trentasette Gran Premi. In più, unico nella storia degli sport motoristici, lasciate le moto conquistò in seguito anche un mondiale piloti di Formula 1.






