Alessandro Bacci ed Emanuele Cruciani verso il Niger..
Ventiquattresimo giorno di viaggio. Riprendiamo da qui la cronaca settimanale della ridexperience di Alessandro Bacci ed Emanuele Cruciani. I nostri amici sono a Segou in visita all’associazione Baobab. Le tappe che ancora li separano dalla meta sono diverse e scegliere la via per arrivarci non è un’operazione scontata. Muoversi nel vastissimo continente africano non è proprio come fare una passeggiata fuoriporta, infatti, nell’ultima settimana, Alessandro ed Emanuele hanno dovuto pianificare con più attenzione la strada da percorrere per entrare in Niger. L’ostacolo più imponente non è il percorso, non è il caldo e non è rappresentato dalle difficoltà meccaniche nei quali i mezzi possono incorrere. Oggi il problema ha un “nome” diverso: i banditi!
Per entrare in Niger esponendosi il meno possibile ad eventuali sorprese, Alessandro ed Emanuele hanno deciso di passare per il Burkina Faso, uno stato dell’Africa Occidentale privo di sbocchi sul mare e confinante con Mali a nord, Niger a est, Benin a sud-est, Togo e Ghana a sud e la Costa d’Avorio a sud-ovest. Come consuetudine, lasciamo che siano i loro sms a raccontare la magnifica “quotidianità” di questa esperienza. Leggete uno po’…..
DAY 24: Mattinata dedicata alla manutenzione dei mezzi, accerchiati da alcuni ragazzi che si dimostrano subito dei validi aiutanti. Una volta terminati i lavori rientriamo in camera per iniziare una cernita di tutto il materiale fino ad ora raccolto e per un po’ di riposo in vista della partenza di domani. Dopo esserci confrontati con diverse persone scegliamo a malincuore di evitare la zona a nord di Segou (Mopti-Timbuktu-Gao), non sappiamo neanche se ci farebbero proseguire, ci dirigeremo verso sud in direzione Burkina Faso. Tutta la zona che si sviluppa in prossimità del fiume Niger è caratterizzata da fenomeni di banditismo nei confronti di stranieri quindi, a tutela della nostra incolumità, scegliamo di entrare in Niger dal Burkina Faso permettendoci così di visitare delle zone molto interessanti caratterizzate da parchi naturali, cascate e formazioni geologiche bizzarre.
DAY 25: I festeggiamenti per il battesimo di Maometto (ancora auguri) si sono protratti fino alle 5 del mattino facendo da sottofondo alla nostra ultima notte a Segou. Verso le 9 salutiamo con un caffè i nostri amici dell’ass. Baobab e ci dirigiamo verso il confine con il Burkina Faso che raggiungiamo nel primo pomeriggio. Ci siamo dovuti formare diverse volte compresa una sosta prolungata a cavallo delle 14.00 quando è diventato impossibile guidare a causa della temperatura talmente elevata (42°C) da sembrare un phon acceso. L’ultimo tratto di strada si presenta come di terra rossa che si snoda in una valle rigogliosa i cui colori sono resi ancora più vivi da un tramonto spettacolare. Arrivati a Banfora, ci imbattiamo in quella che sembra un’oasi, struttura nuovissima con un bungalow e piscina che facciamo subito nostra senza nemmeno preoccuparci della tonalità rossiccia che assume l’acqua dopo il primo tuffo.
DAY 26: Siamo al giro di boa e per festeggiare ci dedichiamo una giornata da turisti, moto scariche, maglietta a manica corta e “capelli” al vento. Le cascate che ci erano state descritte come un’attrazione unica sono poco più che un rigagnolo (giustamente, siamo in piena stagione secca) mentre il paesaggio che circonda le formazioni calcaree chiamate Domes de Fabedougou è rovinato da una condotta d’acqua che serve per irrigare i campi di canna da zucchero sottostanti. Non c’è 2 senza 3 e via verso il Lac de Tangrèla “famosissimo” per la colonia di ippopotami che è possibile individuare durante la stagione secca. Raggiungiamo la sponda opposta a bordo di una pinassa in modo tale da poterli avvicinare, ci guardiamo attorno e finalmente sentiamo in lontananza sbuffare qualcosa. Non abbiamo ben capito se quel rumore proveniva dal vogatore della pinassa che ci aveva preceduto carica di pensionati tedeschi in carne (12 per l’esattezza) oppure da un appartenente alla colonia. Nel dubbio ci rifocilliamo sotto delle piante di mango dove assistiamo ad una scena di commercio equo-solidale in cui due puzzoni francesi smerciano alla clientela locale attrezzatura di dubbia provenienza spacciandola come all’ultimo grido in Europa. Equo-solidale nel senso che vediamo un cliente correre dietro alla macchina dei francesi dopo essersi accorto che l’avviatore appena acquistato non funzionava (ops……mancava la batteria)!!!!
DAY 27: Internet oggi non funziona, in compenso, per scappare ai 42 gradi, Avatar in francese, birra ed aria condizionata a palla aspettando il tramonto per un tuffo rigenerante.
DAY 28: Vista l’esperienza di ieri Alessandro non si fida più dei miei programmi a tal punto da non rispondermi neppure quando alle 6 lo chiamo per partire. Apro la porta e lo vedo rigirarsi sul letto avvolto dalla zanzariera tipo bozzolo, speriamo che si riesca a liberare da solo. La temperatura si aggira intorno ai 20° C e concilia a tal punto la guida che perdo la deviazione e quasi mi ritrovo alla frontiera con la Costa D’Avorio. Dietrofront e dopo circa 60 km di strada sterrata in ottime condizioni mi ritrovo in prossimità di queste formazioni calcaree che sovrastano la pianura circostante parzialmente bruciata. A dire la verità niente di eccezionale tranne la serie di strade sterrate che attraversano una serie di piccoli villaggi molto caratteristici. Pomeriggio dedicato all’organizzazione di tutto il materiale video fino ad oggi realizzato e per concludere tre giorni da signorotti bagno in piscina ad oltranza. Il posto di questa sera una favola: elefanti, gazzelle e coccodrilli circondano questo ranch. I 35 km di sterrato vero sono preparatori a questo spettacolo……
To be continued..
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