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  • apr 11 2012

    Harley-Davidson, dopo cinquant’anni il responsabile styling va in pensione!

    Dopo quasi cinquant’anni le Harley-Davidson potrebbero non essere più le stesse, il leggendario responsabile del reparto styling, Willie G. Davidson (Vice Presidente e Chief Styling Officer), dal prossimo 30 aprile, andrà in pensione.

     

    Probabilmente stiamo esagerando, tuttavia, sebbene lo spirito, la tradizione e lo charme della casa di Milwaukee resteranno fedeli agli schemi con i quali da decine di anni producono motociclette, è lecito riflettere sul fatto che la mano di questo maestro e artista verrà a mancare.

     

    Davidson racconta che la sua è stata una vita fortunata perché ha potuto coniugare, dice testualmente, “la sua passione per il design con l’amore per questo straordinario marchio che gli scorre nel profondo delle vene”. La filosofia che questo eccezionale “stilista” motociclistico ha seguito si è sempre mossa su un assunto di base: “tutta la nostra attività di design si basa su un unico concetto: la forma deve seguire la funzione, ma entrambe devono rapportarsi all’emozione”.

     

    Nel corso della sua carriera il 78enne Willie G. ha realizzato presso Harley-Davidson un team di design che ha prodotto risultati eccellenti spingendo il brand verso una supremazia indiscussa nella realizzazione delle motociclette custom, cruiser e touring.

     

    Willie G., oltre a partecipare a speciali progetti di design in veste di Chief Styling Officer Emeritus, rimarrà al servizio dell’azienda come ambasciatore in occasione di raduni ed eventi. Questo signore, insomma, in pensione e con un’età ormai prossima agli ottant’anni, dovrà occuparsi di raduni di moto e partecipare agli eventi speciali Harley-Davidson conoscendo di persona gli appassionati che hanno scelto le sue linee e decretato il successo delle motociclette americane.

     

    Willie G. Davidson, nipote del fondatore William A. Davidson e figlio di William H. Davidson, secondo presidente della società, è entrato in azienda nel 1963 diventando il primo direttore del reparto styling. Responsabile del look di tutte le motociclette Harley-Davidson, con il suo studio di progettazione ha dato vita a modelli leggendari come Super Glide, con cui nel 1971 è stata fondata la categoria custom; Low Rider; Heritage Softail Classic; Fat Boy; V-Rod e Street Glide. Willie G. è tra i 13 membri dell’esecutivo di Harley-Davidson che hanno acquistato l’azienda da AMF Inc. nel 1981.

  • dic 09 2011

    Sebastian Vettel su Metzeler ME 880 XXL

    Giusto qualche foto rubata a testimonianza del fatto che il due volte campione del mondo Sebastian Vettel, quando non guida le quattro ruote, è gommato Metzeler ME 880 Marathon XXL. Il pilota RedBull, infatti, grande appassionato di custom, ha commissionato la realizzazione della sua moto a Markus Walz, noto preparatore tedesco.

     

    Queste le foto, “rubate” direttamente dalla pagina Facebook del customizer, mostrano chiaramente il “prototipo” finito e i possenti pneumatici Metzeler. Che la moto sia quella del campione tedesco non vi sono dubbi: oltre al logo RedBull e alla scritta sulla pedana espositiva, vi sono vari particolari che richiamano chiaramente i successi conseguiti dal pilota nella stagione scorsa. Per vedere l’intera galleria fotografica potete fare un salto all’indirizzo www.facebook.com/walz.hardcore.cycles, oppure visitare il sito web del preparatore al link www.walz-hardcore-cycles.de/.

     

    Gli pneumatici Metzeler ME 880 Marathon XXL fanno parte della linea gomme per Custom “oversize” e sono costruiti con cintura in acciaio a O° che garantisce maggiore stabilità dimensionale permettendo la realizzazione di misure “estreme”. Questo pneumatico radiale è disegnato specificatamente per gli appassionati del tuning ed è il più richiesto dai costruttori di Custom. Viene proposto nelle misure posteriori 260/35 VR 21 M/C (83V) TL, 280/35 VR 18 M/C (84V) TL, 300/35 VR 18 M/C (87V) TL, 240/40 VR 18 M/C (79V) TL, 260/40 VR 18 M/C (84V) TL, 240/50 R 16 M/C 84V TL.

     

  • mar 01 2011

    Alessandro Bacci ed Emanuele Cruciani verso il Niger..

    Ventiquattresimo giorno di viaggio. Riprendiamo da qui la cronaca settimanale della ridexperience di Alessandro Bacci ed Emanuele Cruciani. I nostri amici sono a Segou in visita all’associazione Baobab. Le tappe che ancora li separano dalla meta sono diverse e scegliere la via per arrivarci non è un’operazione scontata. Muoversi nel vastissimo continente africano non è proprio come fare una passeggiata fuoriporta, infatti, nell’ultima settimana, Alessandro ed Emanuele hanno dovuto pianificare con più attenzione la strada da percorrere per entrare in Niger. L’ostacolo più imponente non è il percorso, non è il caldo e non è rappresentato dalle difficoltà meccaniche nei quali i mezzi possono incorrere. Oggi il problema ha un “nome” diverso: i banditi!

     

    Per entrare in Niger esponendosi il meno possibile ad eventuali sorprese, Alessandro ed Emanuele hanno deciso di passare per il Burkina Faso, uno stato dell’Africa Occidentale privo di sbocchi sul mare e confinante con Mali a nord, Niger a est, Benin a sud-est, Togo e Ghana a sud e la Costa d’Avorio a sud-ovest. Come consuetudine, lasciamo che siano i loro sms a raccontare la magnifica “quotidianità” di questa esperienza. Leggete uno po’…..

     

    DAY 24: Mattinata dedicata alla manutenzione dei mezzi, accerchiati da alcuni ragazzi che si dimostrano subito dei validi aiutanti. Una volta terminati i lavori rientriamo in camera per iniziare una cernita di tutto il materiale fino ad ora raccolto e per un po’ di riposo in vista della partenza di domani. Dopo esserci confrontati con diverse persone scegliamo a malincuore di evitare la zona a nord di Segou (Mopti-Timbuktu-Gao), non sappiamo neanche se ci farebbero proseguire, ci dirigeremo verso sud in direzione Burkina Faso. Tutta la zona che si sviluppa in prossimità del fiume Niger è caratterizzata da fenomeni di banditismo nei confronti di stranieri quindi, a tutela della nostra incolumità, scegliamo di entrare in Niger dal Burkina Faso permettendoci così di visitare delle zone molto interessanti caratterizzate da parchi naturali, cascate e formazioni geologiche bizzarre.

     

    DAY 25: I festeggiamenti per il battesimo di Maometto (ancora auguri) si sono protratti fino alle 5 del mattino facendo da sottofondo alla nostra ultima notte a Segou. Verso le 9 salutiamo con un caffè i nostri amici dell’ass. Baobab e ci dirigiamo verso il confine con il Burkina Faso che raggiungiamo nel primo pomeriggio. Ci siamo dovuti formare diverse volte compresa una sosta prolungata a cavallo delle 14.00 quando è diventato impossibile guidare a causa della temperatura talmente elevata (42°C) da sembrare un phon acceso. L’ultimo tratto di strada si presenta come di terra rossa che si snoda in una valle rigogliosa i cui colori sono resi ancora più vivi da un tramonto spettacolare. Arrivati a Banfora, ci imbattiamo in quella che sembra un’oasi, struttura nuovissima con un bungalow e piscina che facciamo subito nostra senza nemmeno preoccuparci della tonalità rossiccia che assume l’acqua dopo il primo tuffo.

     

    DAY 26: Siamo al giro di boa e per festeggiare ci dedichiamo una giornata da turisti, moto scariche, maglietta a manica corta e “capelli” al vento. Le cascate che ci erano state descritte come un’attrazione unica sono poco più che un rigagnolo (giustamente, siamo in piena stagione secca) mentre il paesaggio che circonda le formazioni calcaree chiamate Domes de Fabedougou è rovinato da una condotta d’acqua che serve per irrigare i campi di canna da zucchero sottostanti. Non c’è 2 senza 3 e via verso il Lac de Tangrèla “famosissimo” per la colonia di ippopotami che è possibile individuare durante la stagione secca. Raggiungiamo la sponda opposta a bordo di una pinassa in modo tale da poterli avvicinare, ci guardiamo attorno e finalmente sentiamo in lontananza sbuffare qualcosa. Non abbiamo ben capito se quel rumore proveniva dal vogatore della pinassa che ci aveva preceduto carica di pensionati tedeschi in carne (12 per l’esattezza) oppure da un appartenente alla colonia. Nel dubbio ci rifocilliamo sotto delle piante di mango dove assistiamo ad una scena di commercio equo-solidale in cui due puzzoni francesi smerciano alla clientela locale attrezzatura di dubbia provenienza spacciandola come all’ultimo grido in Europa. Equo-solidale nel senso che vediamo un cliente correre dietro alla macchina dei francesi dopo essersi accorto che l’avviatore appena acquistato non funzionava (ops……mancava la batteria)!!!!

     

    DAY 27: Internet oggi non funziona, in compenso, per scappare ai 42 gradi, Avatar in francese, birra ed aria condizionata a palla aspettando il tramonto per un tuffo rigenerante.

     

    DAY 28: Vista l’esperienza di ieri Alessandro non si fida più dei miei programmi a tal punto da non rispondermi neppure quando alle 6 lo chiamo per partire. Apro la porta e lo vedo rigirarsi sul letto avvolto dalla zanzariera tipo bozzolo, speriamo che si riesca a liberare da solo. La temperatura si aggira intorno ai 20° C e concilia a tal punto la guida che perdo la deviazione e quasi mi ritrovo alla frontiera con la Costa D’Avorio. Dietrofront e dopo circa 60 km di strada sterrata in ottime condizioni mi ritrovo in prossimità di queste formazioni calcaree che sovrastano la pianura circostante parzialmente bruciata. A dire la verità niente di eccezionale tranne la serie di strade sterrate che attraversano una serie di piccoli villaggi molto caratteristici. Pomeriggio dedicato all’organizzazione di tutto il materiale video fino ad oggi realizzato e per concludere tre giorni da signorotti bagno in piscina ad oltranza. Il posto di questa sera una favola: elefanti, gazzelle e coccodrilli circondano questo ranch. I 35 km di sterrato vero sono preparatori a questo spettacolo……

     

    To be continued..

  • feb 21 2011

    Alessandro Bacci ed Emanuele Cruciani entrano in Mali

    Via si va.. Alessandro Bacci ed Emanuele Cruciani proseguono la loro marcia nel continente africano assistiti dai loro mezzi e dalle nostre Metzeler Tourance. Diciotto mila chilometri, tanto è lunga la missione che li porterà a coronare una meta fatta di passione e generosità. La settimana scorsa abbiamo lasciato i nostri amici a Dakar in attesa di ottenere l’ok della dogana senegalese per proseguire il loro viaggio verso il Mali. Ce l’hanno fatta. Nei giorni che ci separano dal loro ultimo “avvistamento”, Alessandro ed Emanuele sono riusciti a inviare tre sms nei quali raccontano, seppure brevemente, le tappe della settimana appena conclusa. Lasciata Dakar, infatti, i due hanno sorpassato Kayes, un comune urbano del Mali, capoluogo del circondario e della regione omonima, e si sono diretti verso la capitale e la città più popolosa: Bamako. Il centro sorge sul Niger, nelle vicinanze delle rapide che separano la valle del Niger superiore e la valle del medio Niger, nella parte sud-occidentale del paese.

     

    Bamako in realtà è “solamente” una tappa burocratica nella quale espletare le formalità ultime per proseguire il viaggio verso Segou, un comune urbano del Mali sul fiume Niger situato a 235 km a sud-ovest della precedente tappa e capoluogo del circondario e della regione omonimi. Ecco la loro “cronaca”:

     

    Giorno 17: La situazione logistica-sicurezza-burocratica, si evolve di giorno in giorno,stiamo studiando variazione di percorso e programma. Dopo aver mangiato polvere rossa arriviamo al confine del Senegal – Mali e lo passiamo senza neanche un controllo di documenti. La cosa che ci lascia perplessi è che non abbiamo il timbro di uscita del Senegal, ci guardiamo intorno ma non troviamo nessuno a cui chiedere, quindi, nel dubbio, tiriamo dritto. Al primo baobab utile facciamo sosta per il pranzo.

     

    Giorno 19: Sveglia all’alba all’ambasciata algerina a Bamako.. peccato che oggi sia il compleanno di Maometto (auguri) quindi non si lavora. Incontriamo Paolo & Paolo dell’associazione Baobab con cui passiamo una giornata di completo ozio dato che l’unico impegno odierno è quello di fare ulteriori foto per i visti. Risolviamo il tutto facendo delle fotocopie a colori di quelle rimaste sfruttando un manifesto della Total che risultal’unico supporto di carta lucida disponibile (il calendario 2011 della Coca Cola non lo hanno ceduto). Confidiamo in domani per i visti.

     

    Giorno 21: Dopo due mesi da quando lo abbiamo richiesto finalmente abbiamo il visto algerino. Riprendiamo la marcia verso Segou dove ritroviamo i ragazzi dell’associazione Baobab.

     

    To be continued..

  • ott 04 2010

    Longwalk experience!

     

    La scelta del nome del nostro blog corporate non è stata casuale. Ridexperience evoca la passione per la moto in tutte le sue declinazioni e soprattutto l’avventura! Per questo, siamo sempre felici di ospitare nei nostri spazi i racconti dei motociclisti che affrontano viaggi interminabili attraversando terre fantastiche ma anche luoghi remoti.
    Tra i “grandi” del nostro Ridexperience oggi diamo il benvenuto ad un altro long walker. Claudio Giovenzana è fotografo e psicologo di professione (collabora con riviste come Max, Arenda di Verona, Euromoto, Motociclismo Panamericano, Mexico Desconocido e National Geographic Channel). Ha lasciato l’Italia da tempo e si guadagna da vivere “raccontando” il mondo con le immagini che riesce a cogliere. E come afferma lui stesso le istantanee a volte sono crude, altre volte esotiche o quotidiane. (continua…)

ROAD RACING 2014

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