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  • ago 10 2012

    Macho Max, Scozia andata e ritorno (prima parte)

    Quando gli è possibile MachoMax non perde occasione per uscire in moto e scriverci delle sue esperienze. Questa volta il nostro amico ci racconterà il suo viaggio in Scozia, da lui stesso definito “magnifico, stupendo, superlativo”. Ecco il racconto…..

     

    Prima di iniziare il viaggio che sto per raccontarvi sono andato a recuperare la mia moto che al momento tengo a Porto Valtravaglia (VA).
    Sono arrivato a Porto sabato mattina, il giorno prima della partenza, in maniera tale da fare gli ultimi “aggiustamenti” per il viaggio: riempire le TRK33 e la TW04 della GiVi, borsa comoda, capiente e resistente, perfetta per questo viaggio. Siamo in quattro su tre moto: io (MachoMax) e i miei amici Matita, Lagonero e Lisa.

     

    Ci siamo, la partenza è fissata per domenica 24 giugno; l’appuntamento è alle ore 9.30 presso l’area di servizio di Bellinzona (CH). Dopo i saluti di rito via verso Brumath, cittadina francese nella quale pernotteremo la prima notte. Nonostante l’orario l’aria è già calda, il sole alto e il morale alle stelle. Tutti vestiamo in maniera più o meno leggera. Imbocchiamo l’autostrada e saliamo verso nord. Le soste successive serviranno solo per mangiare e far benzina. Le prime due tappe invece sono solo di avvicinamento, ci interessa essere in Olanda puntuali per imbarcarci sul traghetto del mattino. In serata troviamo sistemazione presso un albergo di passaggio.

     

    L’indomani, dopo un’abbondante colazione, rimontiamo in moto e proseguiamo verso Ijmuiden (Olanda). Qui facciamo i biglietti per il traghetto e ci mettiamo in coda in attesa dell’imbarco. Insieme con noi c’è un nuvolo di biker: olandesi, tedeschi e inglesi. Saliamo a bordo, sistemiamo le moto e andiamo in cabina; in attesa della cena, dopo una bella doccia, ci rilassiamo un po’. Sebbene la barca ondeggi, il mare non è grosso; fortunatamente la nostra cabina è a prua. Tra una risata e una battuta attendiamo l’ora per coricarci. L’indomani alle ore 10.00 sbarchiamo a Newcastle; ci da il benvenuto un pallido sole. Finalmente iniziamo il nostro splendido tour.

     

    Apro una parentesi di ringraziamento a Lagonero, sia perché ci ha fatto da guida portandoci in posti semplicemente fantastici, sia perché ci ha suggerito di affiggere, sul lato sinistro del nostro parabrezza, degli adesivi rossi per ricordarci che qui la guida è al contrario rispetto all’Italia. La difficoltà è inferiore al previsto; al riguardo ho sofferto maggiormente la prima volta quando sono stato sull’Isola di Man.

     

    Il primo luogo di visita è Carter Bar. Fortunatamente il sole splende, questo ci consente di scattare un po’ di foto. Dopo questa breve sosta ci dirigiamo verso Edimburgo, cittadina nella quale trascorreremo due giorni. Il sole ci accompagna per tutto il tragitto fino a Musselburgh, qui, sfortunatamente, ci sorprende la pioggia che ci farà compagnia per tutta la serata. Troviamo sistemazione al primo tentativo; l’alloggio è carino, la struttura è munita di parcheggio interno ma non ha il wi-fi. Nessun problema, non sarà difficile connetterci a internet: tutti i pub, le aree di servizio e i luoghi circostanti le scuole sono dotati di copertura. Dopo esserci sistemati nelle rispettive stanze, facciamo un giro per il centro della cittadina.

     

    L’indomani visitiamo Edimburgo. Ci muoviamo con il bus, mezzo di trasporto comodo, conveniente e soprattutto a due passi dal nostro alloggio. La città è bella, viva e molto caratteristica. Visitiamo lo Scotland Museum che si rivelerà davvero interessante. Gli scozzesi sono persone un po’ strane, alcuni sono vestiti con giaccone invernale, altri indossano abiti estivi a maniche corte. Mentre Matita e Lagonero visitano la famosa Camera Oscura, io e Lisa approfittiamo per proseguire il giro della città e visitare una delle chiese di Edimburgo nella quale, tra l’altro, è in corso un’esibizione musicale. Dopo pranzo riprendiamo il giro per la cittadina. Giornata piena.

     

    L’indomani da Edimburgo ci muoviamo verso Aberdeen. Attraversiamo Forth Bridge e proseguiamo verso St. Andrew, patria del golf. Purtroppo la giornata è piovosa e ricca di nebbia. Una nebbia talmente fitta che in alcuni casi rende davvero difficoltosa la guida; fortunatamente l’N104 ha un’ottima visiera e un’areazione eccellente che evita l’appannamento. La cattedrale di St. Andrew acquista un fascino particolare con la nebbia che, al contrario, offusca la visibilità di uno dei castelli più belli della Scozia, il Dunnottar Castle che si erge nella roccia a picco sul mare. Nonostante la pioggia, il viaggio continua. Ad Aberdeen, ahinoi, non troviamo alloggio così optiamo per spingerci verso Cruden Bay, tappa in programma solo il giorno seguente. Troviamo una sistemazione molto carina e confortevole munita di wi-fi. Il titolare del b&b possiede una casa nelle Marche dove trascorre sei mesi all’anno. Qui ceniamo in un bel ristorantino e, strano ma vero, mangiamo discretamente bene. L’indomani ci attende una delle colazioni più belle, ricche e variegate mai fatta in terra scozzese. Fortunatamente anche il meteo è migliorato. La pioggia mista a nebbia del giorno precedente ha lasciato il posto a un sole splendente. Fuori dal b&b ci sono degli operai. Uno di loro è motociclista e quindi scambiamo qualche chiacchiera. Mi racconta dei suoi viaggi in moto attraverso la Spagna, il Portogallo e la Germania. Nota il mio MotoAirBag e mi fa domande in merito. Cerco di spiegargli cos’è e lui incuriosito si segna su un foglio di carta l’indirizzo web del prodotto.

     

    Proseguiamo verso Inverness costeggiando tutta la costa. Lungo il tragitto avvistiamo diversi castelli tra cui il Slains Castle. A Frasenburgh visitiamo il museo dei fari scozzesi, davvero interessante. Proseguiamo per Crovie, camminiamo su una strada davvero suggestiva, molto stretta, tortuosa e piena di animali. Incrociamo persino un gregge di pecore con tanto di pastore a bordo di un quad. A Crovie facciamo una lunga sosta che ci permette di scattare tante foto e di visitare il paese, davvero delizioso. Ripartiamo per Macduf per giungere infine a Inverness. Qui troviamo alloggio facilmente; una bella sistemazione centrale con wi-fi. Unico neo: letto matrimoniale da dividere con Matita. Poiché staremo a Inverness due giorni ne approfitto per lavare la versione winter dei miei SIXS, ovvero i capi in carbonio che ho indossato durante tutto il tragitto e che mi hanno permesso di viaggiare comodo e non soffrire i frequenti sbalzi di temperatura.

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