Husqvarna Concept MOAB, scrambler non convenzionale

Si sa, per le case motociclistiche i saloni internazionali sono anche un’occasione per presentare con congruo anticipo i concept verso i quali indirizzare la produzione, o parte di essa, dei modelli futuri.

 

Durante l’Eicma, Husqvarna ha svelato un concetto moderno di scrambler che nasce dalla storia e dagli stili che hanno reso famose le proposte della casa. La MOAB rappresenta la sintesi delle caratteristiche di tradizione, stile e performance delle moto off road degli anni ‘60/’70.

Modelli mitici che hanno “spianato la strada” al fuoristrada moderno, soprattutto negli Stati Uniti. Il nome MOAB, infatti, è preso in prestito da un’area desertica dello Utah, set di numerosissimi cult movies, che ogni anno richiama flotte di appassionati di enduro.

 

Il serbatoio rosso, la sella voluminosa, i porta numeri laterali gialli, il telaio semplice e razionale sono l’essenza di questa nuova proposta che incarna tutta l’anima di Husqvarna. L’Husqvarna concept MOAB ha un telaio perimetrale con monotrave anteriore e forcellone dotato di sospensione a progressività variabile nel quale alloggia un propulsore da 650 cc. Le ruote sono da 17” pollici con gommatura off road semi tassellata.

 

L’impostazione del design si basa sulla suddivisione a blocchi distinti del serbatoio, della sella, delle tabelle porta numero e dello scarico. Il volume scolpito del serbatoio e le linee della sella e della coda, seppure in chiave “concept”, riprendono i canoni stilistici del design Husqvarna di ultima generazione. Ne sono un esempio le superfici concave dei parafanghi anteriore e posteriore e la tabella porta numero anteriore. La strumentazione digitale sfrutta il traversino superiore del manubrio, il faro anteriore è composto da una “nuvola” di led incastonati nel porta numero frontale, mentre il fanale posteriore a LED è ricavato nello sbalzo tra la sella e la parte superiore della coda della moto. La colorazione della carrozzeria e della ciclistica si ispira alla mitica H400 di Steve McQueen.

 

Infine, la posizione di guida richiama velatamente una vocazione “motard” con il manubrio alto e largo mentre la sella lunga, sulla quale scorrere, fa pensare a un’indole da dirt track. La vocazione naturale della MOAB è… tutti i percorsi: urbani o sterrato fa poca differenza. La posizione di guida e la seduta bassa la rendono particolarmente accessibile al pubblico femminile.

 



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