Metzeler… direzione Capo Nord!

Sono davvero contento di ospitare su questo blog il racconto di viaggio di Gian Mario… che non è esattamente una gita fuori porta
bensì un viaggio lungo 10.972 km verso Capo Nord con le nostre Metzeler Tourance…
Benvenuto Gian Mario!
Capo Nord 2009
Una grande cavalcata solitaria nel profondo nord Europa con San Pietroburgo inclusa
Un viaggio davvero affascinante, 10.972 km in un mese, attraverso 14 nazioni e in sella ad un BMW GS 1200 equipaggiata con le Metzeler Tourance (penultimo modello). Moto perfetta per questo tipo di viaggi; metto benzina e parto.. per un viaggio all’insegna della tranquillità e della natura con paesaggi mozzafiato difficilmente immaginabili.
Era una mattina di fine giugno. Città di partenza: Torino! Direzione: Svizzera, Liechtnstein, Austria, Germania e Danimarca, una visita veloce in una giornata di sole a Copenhagen e Svezia.
Andiamo con calma però. In Germania mi sono fermato casualmente a Rothenburg ob der Tauger, nei pressi di Norimberga, una località con forti caratteristiche medievali che consiglio di visitare. Un vero gioiello, sembra di fare un tuffo nel passato.
Dall’orologio della piazza principale, allo scoccare delle ore, si aprono due finestre e compaiono due figuri che sorseggiano un buon boccale di birra (non potrebbe essere altrimenti), si voltano verso la piazza, fanno un cenno e poi scompaiono tra gli applausi divertiti della gente che li osserva. I figuri sono finti ovviamente, tipo quelli della cattedrale di Monaco di Baviera o dell’orologio della piazza di Stare Mestò a Praga.

Da Rothenburg proseguo verso nord viaggiando spesso sotto la pioggia; arrivato al mare intravedo un bel chiarore all’orizzonte e così traghetto verso Copenhagen dove sono arrivato alle 20,30 dopo 875 km!
Qui il tempo è bello da giorni, mi fermo in un campeggio e pianto la tenda. Scorgo un Land Rover con targa italiana e così mi avvicino per scambiare due parole. Sono Rossana e Giuseppe, due simpatici siciliani che dalla loro Catania vogliono raggiungere Capo Nord passando prima dalla Finlandia.
Catania-Capo Nord è già un bel tiro!
Sono ormai le 22,30, è ancora chiaro, ma la scena che si presenta non potrebbe essere diversa: da buoni siciliani insistono perché mangi un piatto di pasta con loro.
Io salirò verso nord dalla Norvegia, loro dalla Finlandia, ma ci siamo dati appuntamento alla meta. Il prossimo piatto di spaghetti lo mangeremo insieme a Capo Nord!
Spesso nei racconti dei miei viaggi mi soffermo a descrivere le difficoltà che incontro sulle strade del mondo. Polvere, buche, bitume, ghiaia, ostacoli vari ecc. ecc.
Questa volta no. Le strade della Norvegia credo che siano le più desiderabili da un motociclista itinerante.
Sono quasi tutte molto ben tenute, poco trafficate e dotate di una buona segnaletica che facilita la circolazione. Ma la cosa stupenda è il panorama che le avvolge.
La bellezza del viaggio in moto è la visuale a 360 gradi, sempre. Qui si viaggia in mezzo a foreste, ruscelli che fiancheggiano il cammino, laghi dei quali si perde subito il conto e strade che serpeggiano dolci e sinuose in questo ambiente incredibile.
I limiti di velocità sono molto bassi, 70/80 km all’ora. Rispettare questi limiti è obbligatorio ma diventa quasi piacevole lasciarsi cullare dalle curve dietro le quali si nasconde un lago, un fiume o una cascata.
Arrivo a Bergen, deliziosa città sul mare e capitale dei fiordi. Per arrivare qui se ne attraversano diversi e tutti affascinanti. Per passare da una sponda all’altra è praticamente obbligatorio traghettare. Al mio primo traghetto, 15 minuti di viaggio, ho ammirato il paesaggio che mi circondava ascoltando Magnificent, l’ultimo disco dei mitici U2.
Nel parcheggio della Voringfossen, una stupenda cascata che si tuffa in un precipizio davvero impressionante profondo centinaia di metri, accompagnato da un “fracasso” famialire, sento arrivare una Harley Davidson che si ferma vicino a me. E’ Roberto, arriva da Milano con la sua vecchia 883. Le solite frasi di rito:
“Ciao, vieni da su o da giù…?”
Già, perché da queste parti chi viene in moto ci viene per andare a Capo Nord e siccome più o meno la strada è unica, se incontri qualcuno questo o arriva da Capo Nord oppure ci sta andando.
“Io sto salendo e tu?”
“Uè, anch’io… come ti va? A me si è scassata la marmitta in Germania e così mi sono fatto 400 km con la marmitta in queste condizioni! Un rumore infernale, poi l’ho riparata con questo nastro speciale ma fa ancora un casino boia…”
“Già…ho sentito… ma scusa perché 400 km, non potevi ripararla prima?”
” Uè… mi ha mezzo assordato, ma che figata sembravo un aereo!!!”
Lasciata Bergen ho iniziato un itinerario scelto faticosamente: qui ci sono davvero un sacco di posti belli da vedere, ma spesso uno esclude l’altro. Le strade sono tortuose, arrancano tra le pareti scoscese tra un fiordo e l’altro, ma ne guadagna il paesaggio.

Prima scelta lo Jostedalsbreen, il ghiacciaio più grande d’Europa! 490 kmq con una profondità che arriva a 650 mt! Impressionanti le cifre e impressionante vederlo da vicino. L’ho ammirato in una lingua terminale e l’ho anche costeggiato per una parte, dove vi sono laghi ancora mezzo ghiacciati con gente che faceva il bagno… giuro!

Poi il fiordo di Geiranger; arrivando dal ghiacciaio, dalla “strada delle aquile”, all’improvviso compare questo fiordo fantastico e sembra quasi di fare un salto nel vuoto tanto è profondo.

E pensare che ho rischiato di perdermi questo panorama se sul traghetto non avessi scambiato due parole con un biker finlandese che mi chiedeva, appunto, dove stavo andando e perché mai non avessi deciso di passare dal fiordo di Geiranger, “the best place in Norway”.
Io mi fido sempre molto dei consigli “last minute” ricevuti sul posto.
Un altro posto da favole è la via dei troll, una strada bellissima in uno scenario davvero suggestivo. Per 50/60 km costeggia dolcemente boschi, torrenti, laghetti e cime deliziose per poi terminare nella Trollstigen, “la scala dei troll”: 11 tornanti, una pendenza del 12%, una sola corsia praticamente su tutto il percorso… In moto me la sono cavata abbastanza bene, ma non oso immaginare cosa significhi percorrerla con un camper!

Quando si sale di quota 6/700 mt a questa latitudine, il paesaggio circostante diventa brullo e pietroso. Compaiono chiazze di neve al bordo della strada, un vento freddo spazza ogni cosa e fa anche rallentare la mia andatura… si, ci siamo… 66° 33′ di latitudine nord, è il Polarsirkelsenteret, il Circolo Polare Artico!
Questo è il punto più a sud dove si può scorgere il sole a mezzanotte nel giorno del solstizio d’estate!
Lo sapevate? Io no…
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Ora sono alle Lofoten, fantastiche isole: sono appena arrivato e ho trovato alloggio in un ostello della gioventù. Non c’ero mai stato, ho voluto provare. Sono in una camerata da 10 posti ma siamo in 2! Con me c’è anche un ragazzotto svedese che viaggia su un V-Strom 650, avevamo già scambiato qualche parola sul traghetto. Che effetto rivedere strommina da queste parti…

Che imbarazzo alla reception, tutti ragazzi giovani e una biondina con due grandi occhioni blu (avrà avuto al massimo 18 anni) che mi ha chiesto la data di nascita…
Lasciate le giornate di bel tempo alle mie spalle, davanti a me ora il cielo si fa grigio e cupo. Da tempo non ci sono più piante e vegetazione con fusto, solo erba e bassi arbusti. Bisogna anche fare attenzione perché le renne attraversano la strada all’improvviso e molto velocemente.

Sto continuando verso nord, verso quel punto che magnetizza ogni mia attenzione. Anche se i km che ho sulle spalle sono ormai oltre i 5.500, è arrivato il momento in cui non sento più la fatica. Una nuova energia mi pervade e mi da’ la forza di continuare a stare in sella.
Mi chiedo spesso che cos’è che mi spinge ad inseguire mete così lontane con una determinazione che stupisce anche me. Credo, semplicemente che sia la voglia di conoscere, di scoprire il mondo con i propri occhi e di arrivare da solo con le mie sole forze…
Ho tutto l’abbigliamento disponibile addosso, il termometro di una farmacia lungo la strada indica 4° ma è una temperatura misurata, bisogna aggiungere il vento gelido e la velocità dell’andatura in moto.

Sono al limite, se ci fosse qualche grado in meno credo che dovrei fermarmi. Mi aggrappo alle manopole riscaldate di Ammy che mi infondono un po’ di calore (almeno fino al polso, poi…).
Però ci sono, anche questa volta ce l’ho fatta. Il paesaggio, selvaggio, austero, bellissimo, reso ancora più ostile dalle nuvole e dalla pioggia mi affascina e mi fa venire ancora più voglia di stringere i denti e proseguire.

Il tempo di scaricare i bagagli in un ostello a Honningsvag e poi via per gli ultimi 30 km verso il capo, Capo Nord! Il nome fu dato da un esploratore inglese che nel 1553 andò alla deriva in questa zona.
L’atmosfera è irreale, nebbia, pioggia, vento, questo globo di ferro che si staglia nel nulla e che attira su questo promontorio spazzato dai venti e dalle onde, a picco sul mare per oltre 300 mt, e migliaia di persone ogni anno. Anche se il punto più a nord si trova a Knivskjelodden, qualche km più a ovest, al re Olaf, secoli fa, piacque questo ardito promontorio e decise che questo sarebbe stato il punto più a nord!

Nessuno ha più osato spostarlo…
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Ormai ci siamo, sono le 23,57… il famoso sole di mezzanotte… piove, io all’appuntamento ci sono, il sole no… Conquistata San Pietroburgo!

Già, al contrario dei tedeschi che nella seconda guerra mondiale l’assediarono per oltre due anni senza riuscirci, io ci sono riuscito!
Con la mia cartina Michelin per le vie della città e con l’aiuto della fedele Lonely Planet, sono arrivato fin davanti all’ostello, in pieno centro, senza sbagliare. Ancora non ci credo, ero preparato a ben altra battaglia, sopratutto con il cirillico visto che in Russia la segnaletica in inglese si limita a qualche cartello sulle strade principali mentre nelle città è inesistente. Neppure i classici cartelli “center”, “zentrum” o “down town” che ci sono in tutto il mondo!

Lo confesso, un po’ ero preoccupato e così mi ero preparato con tutte le armi a mia disposizione, compreso Google Earth… Mi sono impresso nella mente la strada che avrei dovuto percorrere e tutto è andato bene. Il Garmin mi è stato di solo aiuto indicandomi i km mancanti (gli avevo impostato le coordinate gps) e comunque anche questo è servito.
Anche alla frontiera mi aspettavo problemi, invece i gendarmi sono stati gentili, hanno avuto pazienza così come io ne ho avuta con loro visto che sapevano si e no due parole d’inglese. Ci vuole un po’ di pazienza nel compilare i moduli che ti sottopongono, però poi esibendo la nostra carta verde rilasciano, gratis, un’assicurazione per il territorio russo.
Se penso che in Marocco per 21 gg ho dovuto sborsare 90€…
L’unico empasse si è verificato quando non capivano che mezzo fosse un BMW GS 1200. Per loro non esisteva una BMW con 1200 di cilindrata. Allora sono tornato un po’ indietro, ho preso Ammy e l’ho spinta fin sotto il loro gabbiotto in modo che la vedessero, così hanno scoperto che non si trattava di un’auto!
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Lasciata Helsinki, altra bella città, ora sono nella splendida San Pietroburgo, città imponente, affascinante, con un sacco di monumenti importanti. Ho già male ai piedi a forza di girare un po’ dappertutto, ma ne vale davvero la pena. Un esempio: la Chiesa del Salvatore o del Sangue Versato! L’interno è completamente ricoperto da mosaici, 7.000 mq di mosaici… impressionante!

Questa chiesa è stata costruita dove Alessandro II nel 1881 fu ferito a morte, e nell’interno c’è ancora il selciato originale del punto esatto. Alessandro II fu uno degli imperatori più benvoluti dal popolo perché adottò riforme economico-sociali importanti.
Ho trovato una stanza in un discreto ostello che ha il solo pregio di essere a 50 mt dalla Niesky Prospekt, la via più importante.
Disponendo della solita cucina in comune, ho già incontrato un paio di simpatici ragazzotti dell’Illinois, Luck e Isaac, sono gentili a parlare con me un inglese molto lento e non il loro incomprensibile americano. Sono molto timidi e non osano toccare nulla; l’indomani ho preparato loro la colazione con uova sode, marmellata e caffè!
L’importante è scambiarsi i favori…
Carico i bagagli e a malincuore lascio San Pietroburgo.
Alcuni camperisti italiani a Copenhagen, stravaccati sulle loro sdraio, mi avevano fatto sorgere qualche timore sull’affrontare da solo la Russia in moto. Quel classico atteggiamento da “io ci sono stato e quindi sono un figo, tu vacci e vedrai che son tutti affari tuoi…”
I timori me li avevano fatti venire eccome, mi avevano parlato di piazzole per il parcheggio cintate lungo la strada con guardie di sorveglianza. Di benzinai con auto della polizia sempre presenti. Di furti a viso aperto per le vie della città, non era stato sufficiente per uno di loro neppure tenere il portafogli in una tasca davanti dei pantaloni. Alcuni zingarelli glielo avevano portato via comunque!
Boh, non so se sono io ad avere un approccio diverso rispetto ai paesi che visito, ma non ho visto niente di tutto ciò. L’ho girata in lungo e in largo, ho fatto decine di km a piedi dovunque e non ho mai avvertito la benché minima situazione di disagio, e neppure i turisti che ho incontrato mi sono sembrati molto preoccupati.
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E’ una bella giornata di sole e, come sempre in queste situazioni, mi godo il viaggio verso ovest con un’andatura moderata e guardandomi attorno. Ormai sono prossimo alla frontiera con l’Estonia, percorro un lungo rettilineo con l’asfalto nuovo per cui senza la riga di mezzeria. Un’auto davanti a me procede estremamente lenta, 35/40 kmh, mi stufo e sorpasso con un lieve colpo d’acceleratore. Dal folto della foresta ai lati della strada sbuca un poliziotto e mi intima l’alt!
Cavolo, non è possibile penso fra me! Proprio ora che sto uscendo dalla Russia e mancano 3 km al confine. Solita richiesta di documenti e poi il poliziotto gentilmente mi fa notare che non potevo sorpassare. Io cerco di spiegare che non c’era la riga, che andavo pianissimo, che non c’era nessuno ecc. ecc. insomma le solite scuse che noi italiani siamo molto abili a raccontare. Si ma qui chi conosce l’inglese?! Più che “problem” o “no problem” non è che si riesce a dire.
Comunque, secondo loro devo pagare 150€ di multa. Per una infrazione di questo tipo, se non pago, possono trattenere la patente per sei mesi e sequestrare la moto. Non li vedo molto decisi, quasi sorridono, è chiaro che si piazzano lì per spolpare i turisti diretti alla frontiera e cercano di spaventarmi.
Per la prima volta in vita mia cedo e offro del denaro per chiudere un occhio. Anni fa in Turchia, pur di non pagare una multa ingiusta, sono stato fermo per un’ora a bordo strada come “punizione”. Inizia così la trattativa che, partita da 50€ più gli ultimi rubli che avevo per l’ultimo pieno, si è conclusa con 20€ e qualche spicciolo.
Non mi è spiaciuto molto, ho pagato volentieri. In fondo l’infrazione l’ho fatta e poi cosa sono 20€ di fronte alla libertà?
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E’ stato bello anche attraversare l’Estonia. Mi sono fermato sul Baltico a Parnu in un bel campeggio. Un delizioso paesino sul mare dove un sacco di gente fa il bagno. Non fa freddo ma io ho comunque ho il pile addosso …
Poi Lettonia, Lituania, Polonia e Praga. Non ho potuto dedicare molto tempo a queste nazioni. Sono stato molto bene dove mi sono fermato ma ormai ho già percorso quasi 10.000 km e anche a me fa piacere ritornare a casa. Ho anche un appuntamento a Praga. Nel weekend Debora mi raggiungerà in aereo e trascorreremo qualche giorno insieme visitando la città; la ciliegina sulla torta…
Sempre esaltante Praga, è incredibilmente bella e suggestiva. Ovunque si posa lo sguardo c’è un monumento, una guglia, uno scorcio caratteristico. Tutto molto ben confezionato, fin troppo…
C’ero già stato anni fa, con un caro amico e ne serbavo un bel ricordo ma ora il centro è praticamente un enorme centro commerciale per turisti. E’ incredibile il numero di negozi di souvenir di ogni tipo, di hotel, di ristoranti, di banchi di cambio che si susseguono; in due isolati ho contato tre Mc Donald’s! Ma come faranno a sopravvivere tutti? In tutto il centro storico, che è grande, non è rimasto nessun negozio “normale”, tipo una panetteria o un macellaio. Solo souvenir!
Camminare per questi vicoli antichi e pieni di storia è talmente piacevole che ne vale comunque la pena, basta socchiudere gli occhi e ignorare tutte queste vetrine luccicanti, immaginare come potesse essere la vita qui anche solo due secoli fa. L’importante è cogliere l’essenza, lo spirito, l’anima della città e lasciarsi andare…
Mezzo: BMW R GS 1200
Km percorsi: 10.972
Tempo impiegato: 28 gg
Nazioni attraversate: 14 (Svizzera, Liecthstein, Austria, Germania, Danimarca, Svezia, Norvegia, Finlandia, Russia, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Rep. Ceca)
Litri benzina: 553
Rifornimenti: 34
Spesa benzina: 703 €
Media consumi: 19.8 km per litro
Media euro/litro: 1.27 €
Spesa viaggio totale: 2.200 €
Gian Mario Bissacco



















ciao Gian Mario,
complimentissimi per il tuor ed il racconto. avevo già letto il tuo report sul forum dei V-Strommers, correggimi se sbaglio.
davvero un viaggio bello, unico ed infinito, come la passione che ti ha spinto sino a quei posti meravigliosi.
le TOURANCE di certo ti avranno sostenuto alla grande.
personalmente sono rimasto contentissimo del prodotto, davvero formidabile.
beh devo dire che anche il tuo GS ha macinato un bel pò di Km senza esitazioni.
complimenti di nuovo.
ciao
MachoMax
http://WWW.SMANETTONI.NET
Mi fai morire d’invidia: ho fatto il viaggio da Palermo a Capo Nord e ritorno con la Range Rover di un amico nel 1979, salendo dalla Danimarca, e poi scendendo dalla Finlandia, nel lontano 1979, quando le strade erano in buona parte in terra battuta. Il posto della prima foto credo di ricordarlo, e di ricordare un gran freddo nonostante fossimo a metà agosto. Che dire, è una esperienza che ti rimarrà dentro per tutta la vita, Di ritorno, con un visto “turistico” rilasciatoci alla frontiera, riuscimmo a raggiungere Berlino ovest attraverso la Germania Est, esperienza anche quella indimenticabile, per l’emozione provata al passaggio della “cortina di ferro”, non tanto in entrata quanto al momento di tornare in occidente.