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Metzeler in Himalaya con Fulvio Dodich

Inserito (Mr.Wheel) in BMW, Company, Karoo - T, MotoItinerari, MotoViaggi il luglio-16-2009

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E’ proprio il caso di dire “halfway to heaven”! E’ con enorme piacere e gioia che riporto sotto il racconto mandatomi da Fulvio Dodich e tutto dedicato al suo ultimo viaggio in Himalaya.

Caro Luca… come sempre per i miei viaggi avevo programmato tutto da mesi.

Con me, amici fidati di viaggio, la mia BMW GS 1200 Adventure, equipaggiata con i fantastici Metzeler Karoo T, e i miei due navigatori satellitari, il Garmin 276 C ed il BMW Navigator III, sempre prodotto da Garmin e che usa la stessa base cartografica.

Il viaggio doveva essere un’avventura, una sfida, in una manciata di giorni, sospesi fra terra e cielo: l’Himalaya. Doveva, ed è stata, anche una missione, discussa e preparata con gli amici di Italian Amala (www.italian-amala.com) che sostiene circa 150 bambini del TCV Tibetan Children Village di Choglamsar, nel Nord dell’India, a pochi km da Leh, capitale del Ladakh, regione del Kashmir. Il villaggio si trova a 3500 metri di quota e accoglie oggi oltre 2.300 bambini rifugiati tibetani, di cui circa 200 orfani.

Un altro amico si è unito a me in questo raid: Maurizio Matteucci. Una grande persona con cui ho condiviso imprevisti, ostacoli, inconvenienti, incidenti e riparazioni ridendo sempre di tutto quanto ci accadeva.
Partiti da Delhi abbiamo iniziato il nostro raid che prevedeva di entrare nello Spiti, e proseguire via Konzum Pass fino a Leh. Da lì avremmo attraversato il Kashmir per scendere attraverso il Punjab rientrando a Delhi. Purtroppo la caduta di due metri di neve ha bloccato il Konzum Pass e siamo stati costretti a un re-routing attraversando la Great Himalaya via Manali e Sarchu, bypassando lo Spiti.
Più che un viaggio è stata un’avventura! Per giorni al di sopra dei 3000 mt. ma il più delle volte sopra i 4000., attraverso strade impervie e fondi di ogni genere… davvero incredibile. Abbiamo percorso 3000 chilometri in condizioni veramente difficili, attraversando Rothang Pass (3979 mt), Baralachala Pass 4915 mt, Nakila Pass 4942 mt, Lachungla Pass 5082 mt. e il Tanglangla Pass che, con i suoi 5348 mt;, è il secondo passo carrabile più alto del mondo. Muri di neve ai lati delle piste alti fino a quattro metri, acqua di fusione che si trasformava in centinaia di guadi grandi e piccoli, sabbia, rocce, ciottoli tondi, fango e pietre aguzze sono stati il nostro pane quotidiano. I Karoo T miei e di Maurizio hanno sopportato una grandissima prova e ci hanno consentito, seppur martoriati da questi fondi micidiali, di portare a compimento il viaggio senza cambio pneumatici. Neppure le forature, riparate con i kit che avevamo al seguito hanno inciso sui nostri programmi. Belle performance dei battistrada anche nell’attraversamento di More Plains, un deserto in quota (sopra 4000 mt.) che, tra tante vette, ti stupisce per la sua piattezza.
Himalaya meraviglioso, fatta di paesaggi brulli e innevati, con burroni mozzafiato e con cieli che fanno da palcoscenico per le evoluzioni degli avvoltoi dorso bianco e di quelli himalayani (Gyps Africanus e Gyps Himalayensis). Via attraverso il Ladakh fino a incunearsi profondamente nel Kashmir, transitando per Kargil a Drass (la seconda città più fredda del mondo, dopo Oymyakon in Siberia). Il kashmir: generoso di verde, luogo ideale per i pastori nomadi e i loro greggi portati al pascolo in estate. Gli accampamenti di questi pastori, insediati nelle alte valli, producono immagini da sogno ancora fissate indelebilmente nei nostri ricordi. Quante volte siamo rimasti chiusi tra centinaia di pecore, capre o cavalli! Il Kashmir: territorio difficile, in cui la tensione si palpava continuamente, attraversando infiniti campi dell’esercito con militari in addestramento, o incrociando interminabili colonne di camion militari. Questi si intrecciano, su piste larghe poco più di un auto con i camion civili, Tata multicolori, generando ingorghi che paiono irrisolvibili. Zona di tensioni, questa, in cui gli attentati continuano ancora oggi.
Un viaggio generoso di visioni, il nostro, ma ancor più ricco di inconvenienti. Campi tendati inesistenti, temperature sotto allo zero fronteggiate con gli stivali pieni d’acqua, salvati da provvidenziali baracche militari che ci hanno dato riparo per la notte, fra uova, ricambi e cherosene, condividendo un tavolaccio in legno su cui dormire. Uno scontro fra le nostre moto, riparate con nastro americano, fascette e un martello per raddrizzare un disco freno. Tempi di percorrenza preannunciati sbagliati di un buon 40% con conseguenti arrivi a notte fonda, guidando nel buio profondo e deserto su piste con fondi, come detto sopra, imprevedibili. Valigie perse a causa di una buca che ha deformato il cerchio della moto di Maurizio. Piogge monsoniche e passaggio dentro alle nuvole……insomma non ci siamo fatti mancare nulla, ma era quello che cercavamo.
 
 
 

 

 


Infine, quando le Metzeler Karoo T erano ormai delle sliks, l’ingresso a Delhi: mitico, temperatura a parte (42°), passando fra quartieri incredibili e tra mucchi di spazzatura su cui pascolavano le vacche, per finire in mezzo alla totale modernità. Una città piena di contrasti, ma affascinante.

 

 

Qui termina questa avventura, ma non la voglia di partire per un’altra, anzi…..ho già alcune cartografie e informazioni che………..ve lo racconto un’altra volta.

… Fulvio grazie e quando vorrai raccontarci dei tuoi viaggi saremo sempre contenti di ospitarti :-)

 


Commenti:
MachoMax su luglio 17th, 2009 al 2:23 pm #

wow….che racconto.
sarebbe bello fare un’esperienza simile alla Vostra.
tanta tanta sana invidia…
complimenti Fulvio.

ciao
MachoMax
http://WWW.SMANETTONI.NET

FuCiS #44 ® su luglio 18th, 2009 al 1:10 am #

CHE STRAORDINARIE ESPERIENZE!
COMPLIMENTI OMONIMO!

FuCiS #44 ®
http://www.pompone.com

Massimo su luglio 20th, 2009 al 8:07 am #

Che spettacolo! questo si ke è viaggiare. Conoscere i posti, le situazioni e le persone. Complimenti.. se poi i pneumatici neanche si bucano.. è tutto + semplice! :-D

Fibi su luglio 23rd, 2009 al 8:17 am #

Ok, tutto bello. Ma mi chiedo, da dove nasce la voglia per fare 1 viaggio del genere. Questa gente non lavora? La mia è invidia, nn pensate male..

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