Visto che parlo/scrivo troppo ultimamente ho deciso di dare spazio a un viaggio e a un collega che ha vissuto un’esperienza incredibile. Si chiama Aldo ed è un Product Manager Metzeler … sono certo che vi emozionerete come me quando ho letto il suo racconto.
Aggiungo solo che questo è il primo post della categoria ‘Moto Itinerari’ che di settimana in settimana si arricchirà di racconti, viaggi e tante belle Google Maps. Tutti voi potete partecipare inviandoci racconti dettagliati.
Passo la parola ad Aldo… … grazieee!
Quanto può essere bello unire l’utile al dilettevole? In questo lavoro ogni tanto capita che per una presentazione stampa tu ti debba alzare presto in una gelida e innevata mattina di febbraio a Milano, preparare i bagagli e partire per la mitica California. Non importa la lunghezza del viaggio, non importa il fuso orario di 9 ore, non importa che starò lì solo 3 giorni, si parte e basta! Questo è quello che mi è capitato per il lancio di Metzeler Roadtec Z6 InteractTM negli Stati Uniti. 12 giornalisti in rappresentanza delle più importanti testate a stelle e strisce infatti si sono ritrovati nelle soleggiate e calde oasi che circondano la città di Palm Springs per un giro stradale di 350 km attraverso i deserti del sud della California fino alle coste del pacifico, per poi terminare sul rettilineo d’arrivo dello spettacolare circuito cittadino di Long Beach, in preparazione per la gara di Formula Indy. E questa volta non mi è toccato seguire il gruppo in macchina, una Fazer 600 infatti è stata la mia compagna di viaggio in questi luoghi incredibili, talmente remoti che abbiamo portato con noi i telefoni satellitari! Prima di mettersi in sella una spettacolare gita sulla Palm Springs Aerial Tramway che ti porta in meno di due minuti dal caldo torrido del deserto agli impianti sciistici di Monte San Jacinto a 2.600 metri! Tolte le giacche a vento e indossate tute e casco si parte da Palm Springs in direzione sud attraverso una vallata che ricorda molto l’Africa, arrivati al Rancho Mirage di Palm Desert , un posto da film di Sergio Leone, si prende la statale 74: proprio lì ho scoperto che i deserti non sono tutti pianeggianti. La strada infatti si inerpica tra le montagne del San Bernardino National Park, curve velocissime, da quarta con gas aperto si alternano a tornanti mozzafiato: il posto ideale per sfatare il mito che gli americani rispettano i limiti di velocità! Qui si viaggia forte, sfruttando al massimo la potenza delle Sport Touring, naked e supersportive sulle quali i gironalisti americani si divertono, e stare dietro non è sempre facile se quelli davanti hanno qualche esperienza nell’AMA! Si scollina a 1.500 metri di altezza e la discesa è un pò più dolce, anche se la vera insidia è l’asfalto che varia di metro in metro, i locali dicono che il tutto è dovuto alle estreme variazioni termiche della strada (50° di giorno e sotto zero di notte). Siamo nel mezzo del niente, tutto intorno a noi un paesaggio maestoso e imponente, il mio pensiero va alle batterie del telefono satellitare, speriamo che funzionino, qui se succede qualcosa non ci troveranno mai! La statale 371 scorre velocissima per 30 km ed è incredibile notare che nel mezzo del deserto ci sia una pista da cross che è grande ad occhio 5 volte quella di Mantova. Si incrocia la statale 79 e si procede in direzione Sud, da quel momento compagno del nostro viaggio sarà l’imponente Monte Palomar, famosissimo per il suo osservatorio astronomico, tra i più grandi al mondo. Questa montagna altissima e verdissima è uno scudo contro i venti che arrivano dal Pacifico, dietro solo il deserto, davanti le dolci colline della Orange County. Proprio sotto la grande montagna ci fermiamo per un pranzo in uno dei tipici locali americani hamburger e apple pie che si incontrano per strada, una occasione per scambiare opinioni, parlare di moto e di viaggi, in una tavolata di motociclisti c’è sempre qualcosa di divertente da raccontare! Si riparte in direzione sud, una volta usciti dall’ombra della montagna cominciano ad apparire i primi alberi, improvvisamente si rivede un pò di verde dopo miglia e miglia di giallo secco, anche l’aria diventa più fresca e si capisce che l’oceano si avvicina. Quando la statale 79 incrocia la 78 ricominciano anche le cittadine e si rivedono le macchine, man mano che avanziamo le strade si fanno sempre più larghe e il traffico aumenta, siamo ormai alle porte della famosa Pacific Coast Highway. Entriamo in autostrada poco a nord di San Diego, il tempo non è belissimmo ma la cosa peggiore è che siamo nell’ora di punta, un traffico incredibile: altro mito da sfatare gli americani non sorpassano le code… qui sembra di essere in centro a Milano con lo scooter! Arriviamo a Long Beach che il sole sta per tramontare sul Pacifico, spettacolo! Facciamo un giro sul circuito cittadino tra i cordoli e guard rail, stando attenti a rispettare semafori e precedenze, ma il ginocchio a terra lo mettono in molti…! La giornata si conclude all’aeroporto di Long Beach, è stata una giornata stancante ma molto bella ed emozionante, alla fine non capita spesso di guidare dal deserto all’oecano!



