Metzeler Moto – Mal d’Africa
Tempo fa avevo scritto a Michele Orlando che mi avrebbe fatto davvero piacere ospitare su Ridexperience i racconti dei suoi viaggi … ed ecco fatto. Quello che state per leggere è il racconto sto dell’ultimo raid che ha fatto in Etiopia (Wild Africa Motoraid) per il quale Metzeler ha fornito le Karoo T. Di questo viaggio sta andando online su Moto.tv un film a puntate.
MAL D’AFRICA
Quando decidemmo di affrontare in moto l’Etiopia, nessuno di noi quattro poteva immaginare quale avventura straordinaria stava per vivere.
Atterrati ad Addis Abeba troviamo subito ad attenderci, ancora legate al pallet, le nostre moto, giunte qualche giorno prima via aereo cargo.
La scelta dei mezzi era caduta sulle nuove BMW F800GS, forniteci da BMW Motorrad Italia, che ci sembravano le più adatte per un percorso di circa 5000 km, di cui almeno 4000 in fuoristrada.
Come coperture abbiamo optato per i Metzeler Karoo T, che si sono rivelati ottimi in condizioni anche estreme.
Io, Carlo, Paolo e Marco, sbrigate le lunghe pratiche doganali, inforchiamo le moto e ci dirigiamo subito verso l’Ospedale di Wolisso, circa 200 km ad ovest di Addis Abeba, struttura gestita da Cuamm-Medici con l’Africa e destinataria del nostro progetto benefico, legato al raid in Etiopia.
Dopo la toccante visita all’ospedale affrontiamo la salita al vulcano Wonchi giungendo, percorsi circa 100 km di sterrato impegnativo, sull’orlo del cratere, sito ad oltre 3000 mt di quota ed occupato da un lago di un azzurro intenso.
La difficoltà del percorso causa qualche scivolata e caduta, per fortuna senza conseguenze.
Rimaniamo comunque subito colpiti dalla vegetazione rigogliosa e straordinariamente verde di questa parte dell’Etiopia, e dai colori dei villaggi e delle genti che ci salutano al nostro passaggio.
Puntiamo quindi a nord, verso la parte storica di questa nazione, e superate le gole del Nilo Blu e il ponte che lo attraversa, costruito dagli italiani durante la guerra, giungiamo a Bahir Dar, ai margini del misterioso Lago Tana, disseminato da isolette sulle quali sorgono monasteri, e dove si dice sia transitata l’Arca dell’Alleanza.
Attraverso un percorso spesso fangoso (la stagione delle piogge non è ancora terminata), portiamo le nostre BMW al cospetto delle impressionanti cascate del Nilo Blu, che qui compie un fragoroso salto di quasi 50 metri.
Prossima tappa l’affascinante cittadina di Lalibela, famosa per le sue incredibili chiese scavate nella roccia, e alla quale giungiamo dopo aver visto i castelli di Gondar, detta la “Camelot d’Africa” e aver affrontato veri e propri pantani fangosi, dai quali a volte usciamo solo con l’aiuto dei locali.
Ora dirigiamo le ruote delle BMW a sud, diretti nella parte più selvaggia dell’Etiopia e forse di tutta l’Africa: la zona dell’Omo River.
Prima di “tuffarci” nelle torride terre meridionali affrontiamo le Bale Mountains, poco a sud di Addis Abeba, facendo arrampicare le nostre moto su difficili piste sino al passo Sanetti, un valico sito a 4300 mt di quota e battuto da venti furiosi.
Ora stiamo guidando nelle savane del sud, ai confini con il Kenia, e la temperatura in alcuni tratti tocca i 42 gradi, facendoci letteralmente soffocare all’interno delle tute e dei caschi.
Ma quello che vediamo è straordinario: la Rift Valley si apre davanti a noi, a tratti verdissima, solcata dal placido fiume Omo, a tratti aspra, brulla e sabbiosa, con le piste le cui tracce spesso spariscono nella savana, lasciandoci perplessi e preoccupati.
Poi, ogni tanto, a “colorare” il viaggio, compare qualche villaggio, abitato da incredibili popolazioni che ancora vivono allo stato primitivo, come gli Hamer, i Banna, i Karo, gli Herbore o i Mursi, le cui donne hanno il labbro inferiore deformato dai piattelli labiali.
Ma la parte più impegnativa del percorso è quella che, dopo i villaggi di Yabelo e Turmi, si snoda nella zona del Mago National Park.
Qui dobbiamo “lottare” con piste talmente strette dalla vegetazione che le moto fanno fatica a passare, con guadi impegnativi, con forature, con temperature soffocanti e con nugoli di zanzare malariche.
Ma l’emozione e la soddisfazione di arrivare al campo la sera, dopo aver attraversato zone di una bellezza selvaggia e che probabilmente non sono mai state solcate da moto, sono impagabili.
In pochi giorni, dopo aver superato Jinka e lambito gli stupefacenti laghi Chamo e Langano, abitati da ippopotami e coccodrilli, rientriamo ad Addis Abeba, dove ci aspetta il volo per il rientro
Dopo un mese di intensa avventura africana siamo paghi, ma sulla scaletta dell’aereo già sentiamo crescere dentro di noi la voglia di ritornarci: qualcuno la chiama Mal d’Africa.
Se volete saperne di più ragazzi, il sito di riferimento è www.etiopia2008.it



















Sono stato in Marocco ad ottobre. Agadir.. con un gruppo di ragazzi abbiamo noleggiato dei quad e abbiamo fatto un’escursione nel deserto. Non sono un motociclista e non lo sarò mai. L’esperienza però mi ha davvero colpito ed impressionato positivamente. Devo riconoscere che le emozioni che si avvertono in sella, forse amplificate dall’atmosfera di solitudine e infinito di quei posti, sono davvero scioccanti!
Spettacolo!